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Livio Suppo (Getty Images)

Livio Suppo in questi anni ha costituito un vero e proprio patrimonio per la MotoGP. Il manager italiano, infatti, dopo aver portato al titolo per la prima e unica volta nella sua storia la Ducati con Stoner è passato in HRC dove ha raccolto tantissime soddisfazioni. Dopo tante vittorie però ha deciso di lasciare alla fine di questa stagione, dopo l’ennesimo mondiale vinto da Marc Marquez.

Come riportato da “RedBull.com”, Livio Suppo ha così raccontato il momento in cui ha deciso di dire basta: “Non c’è stato un momento ben preciso. Questa è stata una decisione molto difficile, che ho maturato negli anni. Da un po’ di tempo mi dicevo che non volevo invecchiare nel paddock. A tutti è sembrato improvviso, ma io dentro di me mi ero già detto che avrei smesso in caso di titolo”.

Marquez mostruoso

L’ormai ex manager HRC ha poi proseguito: “Ho avvisato prima di tutti i miei capi, prima ancora che la mia famiglia. A Marquez l’ho detto solo lunedì, non volevo distrarlo, lui è stato sorpreso. Sia lui che Dani mi hanno regalato un casco con delle belle parole sopra”.

Si parla poi delle decisioni storiche prese da Livio Suppo e lui conferma: “La decisione di passare da Michelin a Bridgestone con Ducati fu una mia idea. Preziosi e Domenicali mi supportarono in quella cosa e cambiò la storia della Ducati e della MotoGP. Sino a quel momento i top team montavano tutti le Michelin, dopo nessuno le voleva più”.

Quando si parla di cambiamenti, invece, il consiglio è il solito: “Dorna lavora bene, al massimo rimetterei la competizione tra gommisti, però la MotoGP funziona bene anche così.

Livio Suppo ha poi analizzato anche il suo rapporto con Valentino Rossi: “Non abbiamo mai lavorato insieme, anche se abbiamo cominciato lo stesso anno. Piuttosto dal 2006 ho sempre lavorato con piloti suoi avversari. Non ho mai avuto un vero rapporto con lui, ma una profonda ammirazione verso Vale, è un esempio per i giovani. La cosa buffa è che qualche anno fa non mi sarei mai aspettato di mollare prima di lui”.

Si parla poi anche di Marquez: “Ricordo il suo esordio in MotoGP, su una pista umida a Valencia fece subito il record di un settore, feci una foto a quel dettaglio e dissi al padre che era un buon segno. Fare quella cosa per un esordiente era qualcosa di mostruoso”.

Infine, Livio Suppo ha chiuso con un pensiero triste, ma bello allo stesso tempo: “Ci sono stati dei momenti belli, ma anche difficili. Soprattutto quando sono scomparsi Marco e Nicky. A Nicky ero molto affezionato. Mi hanno avvisato del suo incidente mentre prendevo l’aereo per Le Mans. Il lunedì sono andato subito lì e ho passato 4 giorni con la sua famiglia. Quei giorni mi hanno molto segnato e vorrei dedicare l’ultimo pensiero a lui”.

Antonio Russo