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Lin Jarvis
Lin Jarvis (©Getty Images)

Yamaha | Lin Jarvis: “VR46 non è un problema. In futuro anche più di 4 moto”.

Yamaha ha sempre mostrato un grande interesse per gli allievi della VR46 Riders Academy, da anni ha puntato gli occhi sul vivaio di Valentino Rossi, ma per la seconda volta ha perso una bella occasione. Il team di Iwata d’altronde è official partner dell’Academy e fornitore di moto, al Ranch si organizza il Master Camp per giovani talenti asiatici selezionati dall’azienda. Un connubio che al momento non trova sbocchi nel Motomondiale.

Lin Jarvis non ha mai nascosto un certo interesse per Franco Morbidelli, legato a Marc VDS fino alla fine del 2019. Ma il trasferimento non è stato possibile in Tech3 perchè Zarco e Folger avevano già firmato con il team di Poncharal. Purtroppo il forfait del tedesco è arrivato troppo tardi e non c’è stato tempo per tentare l’assalto al campione di Moto2. Un altro buco nell’acqua si è rivelato con Francesco Bagnaia: mentre Yamaha stava valutando l’ipotesi di portarlo nel team satellite, è arrivata la notizia del trasferimento in KTM e Ducati Pramac ha subito piazzato il pressing vincente.

Incombe il rebus sul team satellite dalla prossima stagione. Chiunque voglia proporsi in orbita Yamaha teme un ingresso del team VR46 in MotoGP a partire dal 2021, anche se per Lin Jarvis il problema non sussisterebbe. “Valentino non ha ancora deciso di entrare definitivamente in MotoGP, quindi prima di tutto c’è quel fattore: in secondo luogo, se dovesse entrare, è nel 2021? Se entra, è con un pilota o due piloti? Ci sono molti fattori”, ha detto a Crash.net.

“Possono cambiare molte cose da ora a tre anni se vogliamo. È certamente qualcosa che prenderemo in considerazione e non penso che sarà un ostacolo per un’altra squadra”. Nè è escluso che dal 2021 Yamaha possa disporre di più di quattro moto: in passato Iwata aveva ben otto moto satelliti, ma non si rivelò una strategia vincente e si decise di cambiare rotta. “Anno dopo anno, le cose cambiano continuamente, quindi saremo sicuramente aperti a cercare di fornire più di quattro moto in futuro – ha concluso Lin Jarvis -. Quindi non lo vedo come un problema”.