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Lin Jarvis (©Getty Images)

La stagione 2017 del team Movistar Yamaha è da annoverare come la peggiore nella sua storia in MotoGP. Un anno contraddistinto da alti e bassi, con un grande avvio caratterizzato da quattro vittorie, tre di Maverick Vinales e una di Valentino Rossi.

Lin Jarvis parla di “situazioni estreme” nel suo bilancio finale, con la Yamaha satellite di Johann Zarco che ha seminato tanti interrogativi nel box ufficiale, con Valentino costretto a frenare per due infortuni, con la pista bagnata cruccio della M1, la mancanza di grip al posteriore problema mai risolto nonostante i tanti telai provati.

“Almeno abbiamo Maverick al terzo posto in campionato, quindi non è affatto un anno disastroso, abbiamo vinto quattro gare in totale, tre con Maverick all’inizio della stagione, uno con Vale a metà stagione”, ha dichiarato Lin Jarvis. “Abbiamo iniziato i test invernali dell’anno super forte, abbiamo iniziato le prime gare super forte. Cinque gare e poi siamo entrati in difficoltà”.

A destare dubbi nei tecnici di Iwata il fatto che la YZR-M1 sia risultata in grande difficoltà là dove un anno prima era meglio degli avversari. “Siamo entrati in difficoltà dove non ci aspettavamo, su piste che normalmente abbiamo eccelso, quindi abbiamo avuto un anno difficile da un punto di vista tecnico, cercando di risolvere i problemi, soprattutto quando abbiamo riscontrato una scarsa aderenza, sia a causa dell’asfalto che della pioggia”, ha sottolineato il boss Yamaha.

A complicare la difficile stagione 2017 l’infortunio di Valentino Rossi durante un allenamento a fine agosto, costringendolo a saltare la gara di Misano e tagliandolo definitivamente fuori dalla corsa al titolo mondiale. “Ovviamente abbiamo avuto anche l’infortunio di Valentino, infortunato in realtà prima di entrambe le gare di casa: prima al Mugello, quando ha avuto un incidente di motocross, e poi si è rotto la gamba prima di Misano”.

Il terzo posto finale di Vinales è un magro premio di consolazione, un risultato che non lascia gridare alla crisi. Ma il team giapponese sa di avere molto su cui lavorare da qui ai prossimi test di Sepang. “Non è stato un brutto anno, ma ovviamente siamo abituati a fare meglio – ha concluso Jarvis -, non siamo tra i primi due, quindi abbiamo del lavoro da fare”.