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Valentino Rossi (©Getty Images)

Le lastre di Valentino Rossi “rubate” resteranno un eterno giallo. I referti del campione di Tavullia furono pubblicati sul web con un profilo poi cancellato e mai definito. Circa 100 dipendenti degli Ospedali Riuniti di Ancona sono stati ascoltati senza però riuscire a risalire al diretto responsabile. Alla fine la commissione interna ha optato per una semplice e generale ammonizione verbale.

L’inchiesta era partita su richiesta del direttore generale dell’azienda ospedaliera, Michele Caporossi, poco dopo il congedo di Valentino Rossi dalla struttura, avvenuto intorno alle ore 10 del 2 settembre. La polizia postale marchigiana ha scandagliato la rete per cercare di risalire al responsabile, ma misteriosamente non ne avrebbe cavato nulla. È probabile che il responsabile del furto telematico abbia utilizzato una password non sua per accedere all’archivio telematico, quindi ci sarebbe più di un responsabile per il “furto” delle lastre.

La vicenda continua ad avere un alone di mistero dopo la diramazione della nota ufficiale dell’azienda pubblicata da ‘Il Resto del Carlino’. “Alla luce della documentazione acquisita e dopo ulteriori approfondimenti, in merito alla nota in analisi, e sul regolamento dei Sistemi Informativi, questo ufficio non ritiene rilevante la condotta tenuta e pertanto non intende procedere a contestazioni per responsabilità disciplinare nei suoi confronti”. In futuro saranno evitati nuovi accessi all’archivio digitale dell’azienda e sarà più complicato utilizzare la password dei medici per accedere ai dati sensibili dei pazienti. Eppure la caccia ai colpevoli non sembra finita qui…