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Pol Espargaro (©Getty Images)

KTM si appresta a scendere in pista nei primi test già con un primato: sarà sicuramente il team che ha fatto più progressi rispetto ai test invernali di un anno fa. Nel 2018 l’obiettivo è dimezzare ulteriormente il gap per tentare l’assalto al podio nel 2019.

E’ vero che progredire quando sei fanalino di coda è molto più facile che guadagnare decimi rispetto al vincitore, ma impossibile negare i passi avanti del team austriaco: nelle prime gare del 2017 sull’asciutto il gap dal vincitore era di 40″, durante le ultime quattro gare il distacco era poco più di 20″. Nel 2018 il team di Pit Beirer tenterà di ridurre a 10″ il distacco dai big, potendo contare sulle spalle forti di uno sponsor come Red Bull e su una fabbrica che sta galoppando anche sul mercato mondiale delle moto.

La strada diventerà sempre più ripida per KTM, perchè mettersi al passo di Honda, Yamaha e Ducati richiederà non pochi sforzi economici e tecnici, ma nel box non c’è nessun timore reverenziale e il 2017 ha dimostrato che il gruppo di tecnici e meccanici è pronto ad ogni nuova sfida. L’anno scorso la RC16 ha iniziato il campionato con un motore screamer, unica squadra a non aver adottato il big bang.

“Abbiamo già realizzato che lo screamer non era buono quando abbiamo fatto la nostra prima gara a Valencia alla fine del 2016”, ammette Pit Beirer, capo del Reparto Corse di Ktm. “Ma avevamo raccolto solo i nostri primi dati da una gara e inoltre non avevamo tempo, quindi abbiamo deciso di mantenere quel motore, lavorarci fino a un certo livello, poi una volta raggiunto quel livello avremmo fatto lo scambio”.

Motore e telaio scelte azzeccate

Il primo grande step è arrivato al Gran Premio di Spagna lo scorso maggio, pochi giorni dopo che Kallio aveva messo alla prova il nuovo motore “big-bang” di KTM. Dopo aver fornito feedback positivi, è stato presto ideato un piano per trasferire non solo l’unico motore disponibile a Jerez, ma per costruirne un altro per il secondo pilota in pochi giorni.

KTM ha introdotto un ulteriore aggiornamento del motore durante il resto della stagione e ha preso la decisione azzardata di montare un telaio in acciaio ad Aragon sin dal venerdì delle libere. Una mossa rivelatasi subito sensata e che ha permesso di ridurre ulteriormente il gap. “Il nuovo telaio è stato un grande passo e abbiamo fatto la nostra migliore gara ad Aragona, a soli 14 secondi dal vincitore – ha ricordato Pit Beirer -. Il telaio ha migliorato il nostro punto di debolezza -. Aragón è stata una pietra miliare, perché quando fai un cambiamento che funziona, allora ottieni idee completamente nuove per il prossimo passo”.

Prossimo obiettivo: l’elettronica

Da quest’anno i tecnici KTM, assicuratasi una buona combinazione motore-telaio, punteranno l’attenzione soprattutto sull’elettronica, l’area di sviluppo più complessa della MotoGP, nonostante il passaggio al software unico. Un lavoro molto più difficile che richiede gente esperta: “Non abbiamo esperti che hanno corso in MotoGP per 20 anni”, spiega Beirer. “Dobbiamo andare su ogni traccia e in ogni curva con i nostri ragazzi dell’elettronica e migliorare nel tempo. Non puoi comprare quella conoscenza… Inviamo i nostri migliori ragazzi a Magneti Marelli a lavorare con loro, cercando di sviluppare le nostre conoscenze. Ma i migliori cervelli sono stati già arruolati”.

Luigi Ciamburro