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Carmelo Ezpeleta (©Getty Images)

Kawasaki è una vera spina nel fianco per la Dorna, l’agenzia spagnola che promuove i campionati del mondo di MotoGP e Superbike. Dopo la crisi finanziaria globale, la Casa con la livrea verde ha deciso di lasciare la classe regina e dedicarsi nel 2010 alla Superbike, monopolizzando il campionato dal 2012 ad oggi.

Prima Tom Sykes, nelle ultime tre stagioni Jonathan Rea, Kawasaki è riuscita ad imporsi di gran lunga sulle altre case costruttrici nel WorldSBK, tanto da costringere gli organizzatori a stravolgere il regolamento per lasciare qualche chance alle avversarie, Ducati e Yamaha comprese.

In vero è un modo che Dorna ha studiato per spingere il “Team Green” a puntare sulla MotoGP, strada che per adesso viene tassativamente esclusa dai vertici. Kawasaki investe più di qualsiasi altro produttore nella tecnologia della ZX-10R, quasi ogni anno i nuovi modelli sono omologati per mantenere il ruolo di pioniere tecnico nonostante i costanti cambiamenti delle regole. Con Rea e Sykes, Kawasaki Heavy Industries (KHI) può anche vantare due dei più costosi piloti di Superbike. Allo stesso livello solo il gallese Chaz Davies ha un ingaggio da 700.000 euro all’anno.

Tutti contro Kawasaki

Per frenare la striscia vincente della Kawasaki, la World Motorcycle Association FIM, Dorna e MSMA (l’ente dei costruttori da corsa) per la stagione 2018 hanno elaborato un regolamento che porterà il campo alcune novità regolamentari per ridurre il gap dalla capolista, a cominciare dai 600 giri motore in meno rispetto alle concorrenti con lo stesso schema motore (Yamaha, Aprilia, BMW e MV Agusta).

“Non ero d’accordo con le nuove regole, ma le ho accettate”, ha dichiarato Yoshimoto Matsuda, capo sviluppatore del capo progetto Kawasaki ZX-10R e Superbike. Nonostante tutto non c’è nessuna intenzione nè di lasciare la SBK nè di pensare alla MotoGP. “Vogliamo continuare a guidare in questo campionato, ora abbiamo altre sfide. Le nuove regole rappresentano un grosso handicap per la Kawasaki: se vinciamo in queste condizioni, avremo ottenuto molto. Deve essere chiaro a tutti che siamo stati rallentati molto. Ma ora dobbiamo presentare delle soluzioni”.

Ma non finisce qui. Perchè Dorna potrebbe intervenire in qualsiasi momento della stagione per ostacolare la Kawasaki. “Se una squadra vince spesso, Dorna ha una mano libera”, ha aggiunto Matsuda. “Presumibilmente, prima o poi, dovremo accettare un’ulteriore riduzione… secondo le regole, potremmo avere 750 giri in meno dopo dodici gare… Francamente, siamo stanchi di parlare con Dorna, ha stabilito la regola e non possiamo fermarla o cambiarla”. Ipotesi Motomondiale? “MotoGP non è la strada giusta per noi”.

Luigi Ciamburro