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Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso (Getty Images)

Dopo la Malesia è arrivato un altro messaggio simile sul cruscotto di Jorge Lorenzo: Mapping 8. Stavolta il maiorchino non ha ascoltato il suggerimento della scuderia e non ha lasciato passare Andrea Dovizioso. Ma quello che sembrava un atto di insubordinazione in realtà era una decisione tattica per il bene di entrambi i piloti. Jorge non ci sta a passare per il ‘ribelle’ del box e in conferenza stampa non esita ad accapigliarsi con alcuni giornalisti italiani.

L’utopia iridata è rimasta tale, Valencia non ha offerto miracoli alla casa di Borgo Panigale. Il Ricardo Tormo resta una pista favorevole alle Honda. “E’ un peccato che Dovizioso abbia dovuto giocarsi il titolo su uno dei peggiori circuiti del Mondiale, perchè su un altro tracciato sarebbe andato più veloce. Io, invece, sono stato veloce per tutto il fine settimana con un ritmo simile a Márquez”, ha dichiarato Jorge Lorenzo nel post gara. “Nonostante abbia ricevuto messaggi dalla squadra che suggerivano di lasciare passare Dovi, sapevo che la cosa migliore per tutti, per me, per Ducati e per Dovizioso, consisteva nel tirare fino alla fine”.

Jorge a muso duro contro i media italiani

Il forlivese seguendo la scia di Lorenzo ha potuto migliorare due decimi sul giro. Ma non tutti accettano questa teoria e Jorge Lorenzo si rivolge direttamente ad un giornalista de ‘La Gazzetta dello Sport’. “Alla conferenza stampa di Dovizioso ho sentito che era una vergogna e frasi simili. Vorrei sapere se dopo aver ascoltato hai cambiato un po’ la tua opinione o ancora pensi che sia una vergogna, come avete detto lei e il suo collega”.

Preferiva attendere il momento opportuno per lasciar passare il compagno di squadra. “A metà gara Dovizioso era bloccato alla mia ruota posteriore. Ho analizzato la situazione e ho pensato che sarebbe stato meglio trascinarlo con me per raggiungere il gruppo della leadership. Se avessimo potuto superare Zarco e Pedrosa, lo avrei certamente lasciato passare”, ha assicurato il 30enne. “Capisco che dall’esterno, senza essere un pilota, quando si suggerisce qualcosa al pilota e viene ignorato è normale innervosirsi. Ma sapevo che stavo aiutando Dovi a tenere quei due decimi che gli servivano. Disobbedendo penso di aver preso la decisione migliore”.

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