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Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Un Jorge Lorenzo superlativo nel terzo e ultimo giorno di test MotoGP a Sepang. In Malesia il pilota Ducati ha stampato il giro record della pista. La nuova Desmosedici GP18 sembra essere adatta al suo stile di guida.

Per il maiorchino anche una caduta, per fortuna senza conseguenze particolari. Il cinque volte campione del mondo lascia la Malesia col sorriso. La moto è competitiva, lui si sente bene alla guida e i tempi sono buoni. Ovviamente c’è ancora lavoro da fare, anche perché Sepang è una pista in cui la Ducati già andava forte. Lorenzo e Andrea Dovizioso hanno fatto doppietta nell’ultimo campionato MotoGP. Sono altri i tracciati dove dover effettuare progressi evidenti.

MotoGP, Sepang Test: parla Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo, ripreso da Speedweek, ha commentato così il suo 1’58″830 stampato a Sepang: “Questo tempo sul giro dimostra che la nostra nuova moto funziona, mi dà un buon feeling. La Ducati è stata migliorata in molte aree, ora si adatta meglio al mio stile di guida, posso beneficiare dei miei punti di forza. Iniziamo a capire come ottenere il massimo da questa moto. C’è ancora spazio per miglioramenti. Ma per il primo test niente di meglio che ottenere il miglior tempo complessivo dopo tre giorni. Sono sempre stato al top, abbiamo sempre avuto un ritmo costante”.

Lo spagnolo è stato interpellato sul fatto che si trattasse di un giro perfetto. Lui ha replicato: “No, non era un giro perfetto. Perché dovevamo provare qualcosa al mattino, quando le temperature erano ancora più fresche. Quando ho fatto il miglior tempo la pista era piuttosto calda. L’aderenza non era perfetta, il motore non era più nelle migliori condizioni a causa del caldo. Ma è stato un buon giro. Non possiamo negarlo”.

Lorenzo avrebbe potuto fare anche meglio, insomma. E’ molto sicuro di sé, convinto che sta andando nella giusta direzione con la Ducati. Ora la moto è vicina a quella che ha chiesto agli ingegneri da subito: “Sì, ci stiamo avvicinando. Ma ci si sforza sempre di migliorare la moto in collaborazione con gli ingegneri. Ma sono orgoglioso del nostro team, hanno fatto un ottimo lavoro da Valencia. Gigi Dall’Igna e la sua troupe meritano il nostro rispetto. Ma il lavoro non finisce mai”.

Dopo nove anni in Yamaha, non era facile per Jorge adattarsi subito alla Ducati. Ma comunque ora sta capendo la Desmosedici e non necessariamente vorrebbe che venisse copiata la M1: “Non sarò mai in grado di guidare la Ducati nello stesso modo con cui guidavo la Yamaha. Perché queste sono due moto completamente diverse. Puoi sentirlo dal motore, lo puoi percepire con il telaio e pure con le gomme. Sono più forte in alcune aree con la Ducati, in altre zone sono andavo meglio con l’altra. Ma oggi ho guidato più veloce che mai con un’altra marca. È qualcosa di cui essere orgogliosi”.

 

Matteo Bellan