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Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Si avverte una certa pressione nel box di Jorge Lorenzo nel paddock di Termas de Rio Hondo, dopo l’addio di Alex Debon e il battibecco con Gigi Dall’Igna. Il maiorchino regge la pressione incalzato dalle domande dei giornalisti, rinvia il discorso del rinnovo contratto e non parla del suo coach licenziato in tronco dopo appena tre mesi. Un sorriso si stampa sul viso solo quando si parla del suo libro in uscita nei prossimi giorni.

Si chiude dietro un muro di cinismo e narcisismo se qualcuno gli chiede del feeling ancora non trovato con la Ducati: “Penso sinceramente che sono uno dei due piloti (insieme a Marc Marquez, ndr) che quando si trovano bene possono fare la differenza, uno dei due piloti che possono vincere 12 gare di fila o 4 gare di fila, ma mi devo trovare bene con la moto – ha detto a Sky Sport -. Ducati è una moto speciale, la devi capire, da guidare con un po’ di anti-logica, però sono convinto che sto lavorando bene, fisicamente sono migliorato, adesso sono più muscoloso, quando lavori i risultati arriveranno, vedremo se adesso o più avanti”.

Alla vigilia del Gp d’Argentina Brembo ha chiesto scusa a Lorenzo per il problema tecnico registrato in Qatar e che lo ha costretto a chiudere la gara d’esordio a zero punti. “Ringrazio Brembo per essersi assunto la responsabilità. Quando sbaglio io lo ammetto, se sbaglia la squadra sono contento si assuma la responsabilità, idem se sbagliano altri”.

Nelle prossime settimane Jorge Lorenzo dovrà affrontare il capitolo contratto e la trattativa non si prospetta per nulla semplice: “Questo aspetto non mi toglie neanche un secondo, non è il mio lavoro, ho una persona che si occupa di questo, Albert Valera. Il mio lavoro – ha concluso il pilota maiorchino – è andare forte in moto”.