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Jorge Lorenzo
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Jorge Lorenzo punge Ducati: “Non è come la Honda”

Una catena rotta ha beffato il pilota della Repsol Honda Jorge Lorenzo nel corso della Q2 in Texas. Dopo aver siglato il miglior crono nella Q1, estromettendo l’ex compagno di team Andrea Dovizioso dalla Q2, il destino è stato beffardo con il pilota maiorchino, che resta fiducioso in vista delle prossime gare. La RC213V pare una moto più semplice da capire e guidare rispetto alla Desmosedici, quindi i tempi di adattamento dovrebbero essere più ristretti.

All’inizio della Q2 ha però dovuto fronteggiare un problema meccanico che lo ha costretto a parcheggiare la moto in un punto sicuro della pista e a rendersi protagonista di una lunga maratona verso il box per prendere la seconda moto. “Percorrere 300 o 400 metri, con dieci chilogrammi in più sul corpo, non è stato facile. Sicuramente non batterò Usain Bolt perché ero molto lento. Ma non potevo andare più veloce”, ha scherzato Jorge Lorenzo.

Jorge Lorenzo sulla buona strada

Il medesimo problema ha interessato Marc Marquez in Argentina, tocca al team come porre rimedio. In gara partirà dalla 11esima posizione: un risultato migliore sarebbe stato possibile senza problemi? “Davvero non lo so, perché questo caso non è successo. Probabilmente sarebbe andato meglio, probabilmente sarei riuscito a entrare nella top ten. Ma soprattutto su questa pista siamo ancora lontani dall’essere il più veloce. Sono stato felice di andare dritto alla Q2, è stato difficile migliorare con questo problema e la mancanza di concentrazione, anche perché la seconda moto era molto, molto diversa, perché dovevamo testare un altro set-up. È stato difficile migliorare la posizione”.

Resta molto da fare e in condizioni di pista diverse per creare il miglior pacchetto e sentirsi a proprio agio con la RC213V. Ma i punti di forza sono già chiari: la frenata e l’ingresso di curva, con la possibilità di raggiungere un buon grado di inclinazione. “Devi davvero capire bene la moto per raggiungere il suo pieno potenziale. Ci vuole tempo, non è una moto standard, o come la Yamaha, dove sali e improvvisamente capisci la moto e sei veloce. La Honda probabilmente non è complicata come la Ducati, ma c’è bisogno di tempo per capire come guidare la moto”.

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