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Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Jorge Lorenzo sta scrivendo la sua autobiografia da quasi un anno. Ha avvertito l’esigenza di raccogliere in un libro i suoi ricordi che sta scrivendo al pc. Già in passato si è fatto fotografare davanti al computer annunciando che il suo lavoro presto uscirà nelle migliori librerie.

Con il nuovo anno regala anche alcune righe ai suoi lettori, confermando si tratti di un’autobiografia. Il pilota Ducati ha approfittato della pausa invernale per stendere alcune pagine o forse revisionare quanto scritto già in passato, dal momento che si tratta di ricordi dell’infanzia.

La sua prima biografia risale al 2008, quando Jorge Lorenzo aveva soltanto venti anni. In quel caso, però, il testo era stato affidato ad un giornalista, Ernest Riveras: “Jorge Lorenzo, por fuera desde dentro”. Il libro fu aggiornato tre anni dopo“Lorenzo, my story so far”, sempre di Riveras. Su Lorenzo è uscito anche il libro “Lorenzo, The New King of MotoGP” scritto da Matt Roberts insieme a Lorenzo, con una selezione di quasi 400 fotografie scattate dal noto fotografo Mirco Lazzari.

Forse entro la fine del 2018 uscirà la sua prima vera autobiografia, magari riuscendo a coronare il sogno del suo sesto titolo mondiale. Al di là che ci riesca o meno il maiorchino ha certamente molto da scrivere e raccontare, dei suoi sette anni in Yamaha passati al fianco di valentino Rossi, del suo addio alla amata M1, dei suoi cinque titoli. E considerando che Lorenzo è un uomo che parla senza peli sulla lingua ne leggeremo davvero delle belle…!

Ho una genetica competitiva, ho sempre voluto essere il migliore in tutto ciò che faccio in moto e quando scendo – scrive in una pagina della sua autobiografia -. Sin da piccolo non so giocare senza competizione. Dovevo vincere, mi dava piacere e soddisfazione. Se non trovassi nessuno con cui competere, gareggerei contro me stesso cercando di fare qualcosa in modo più veloce o più a lungo… Ricordo un’estate in Aquacity, il piccolo circuito che mio padre aveva a Maiorca. Potevo avere circa otto anni quando un giorno mentre stavo camminando nel parco ho visto in un negozio un berretto che aveva una specie di elettroventilatore nella visiera. Dal momento in cui l’ho visto mi sono innamorato. Sembrava la cosa più bella del mondo...”.

Luigi Ciamburro