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Jorge Lorenzo e Marc Marquez (©Getty Images)

Marc Marquez ha alzato l’asticella del rischio, ha dato una lezione di stile di guida alle nuove generazioni, ha messo in difficoltà gli avversari più esperti. 27 cadute, mai un infortunio degno di nota, il sesto titolo iridato messo in cassaforte al termine di una stagione dove ha avuto solo Andrea Dovizioso a impensierirlo.

Jorge Lorenzo nulla ha potuto con il passaggio dalla Yamaha alla Ducati, ma forse anche in sella alla M1 non avrebbe avuto vita facile, considerando le difficoltà nel box di Iwata. “Marquez è un ragazzo speciale, diverso dagli altri piloti, molto più aggressivo, non impaurito dallo schianto, non si è mai fatto molto male, quindi la sua fiducia non è a rischio”.

El Cabroncito ha saputo sfruttare le prove libere e le qualifiche per studiare il tracciato e sondare fin dove poter osare. “Ma è il modo in cui guida, la sua mentalità e anche un modo di vivere: sempre a tutto gas, spingendo sempre molto, anche quando si allena con la Supermoto – ha aggiunto Jorge Lorenzo a Crash.net -. Ogni pilota ha le sue abilità, Marquez è aggressivo e non ha paura di cadere. Per lui funziona… La cosa buona per Marc è che prima di ogni pratica analizza un po’, studia in quali aree può spingere di più, per ridurre il rischio di lesioni”.

Del resto le 27 cadute stagionali non gli hanno impedito di conquistare il suo sesto mondiale, tra l’altro senza troppi problemi. Ma non è un approccio che Jorge Lorenzo ha intenzione di adottare. “Penso che sia sempre meglio non schiantarsi! Ma anche [senza schiantarsi] è più difficile per te capire il limite, quindi ci sono punti buoni e punti negativi”, ha concluso lo spagnolo della Ducati.

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