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Jorge Lorenzo e Davide Brivio (Getty Images)

MotoGP | Jorge Lorenzo e Davide Brivio, senza di loro la Yamaha non vince

Jorge Lorenzo e Davide Brivio, due nomi che hanno il sapore di Yamaha eppure con il team di Iwata oggi hanno davvero poco a che fare. Il primo ha salutato i giapponesi alla fine del 2016 per volare in Ducati, mentre il secondo è andato via ormai dal lontano 2010.

Davide Brivio ha vissuto forse il momento più bello della storia recente Yamaha. Fondamentale il suo ruolo nella trattativa che portò Valentino Rossi a Iwata. Proprio con il Dottore l’attuale team manager Suzuki ha portato a casa dal 2004 al 2010 ben 5 titoli mondiali in 7 stagioni, numeri da urlo decisamente diminuiti dopo la sua partenza.

Yamaha perde pezzi

Dal 2011 ad oggi, infatti, sono poi arrivati solo 2 titoli in 7 stagioni. Dopo l’addio dalla Yamaha, Davide Brivio è diventato team manager Suzuki in un progetto giovanissimo, ma molto ambizioso. Due anni fa è arrivata la prima vittoria in MotoGP con Vinales e quest’anno una serie di podi con Rins e Iannone, insomma il lavoro con i giapponesi sembra stia decisamente pagando.

Da quando, invece, Jorge Lorenzo è passato alla Ducati c’è stato decisamente un crollo del team di Iwata, che dopo il buon inizio del 2017 è entrato in un tunnel che pare infinito. Dall’altro lato, invece, la Rossa di Borgo Panigale è diventata d’improvviso la moto di riferimento.

Premesso che in Ducati sanno fare le moto e lo dimostrano gli ottimi risultati ottenuti anche in passato e premesso anche che in Yamaha si è vinto tanto anche senza Jorge Lorenzo, pare palese comunque che il contributo da collaudatore dato in questi anni dallo spagnolo sia stato sicuramente di grande spessore.

Insomma sembra proprio che la squadra di Iwata non si sia di certo fatta del bene perdendo uomini così importanti all’interno del team. L’anno prossimo inoltre dovrebbe arrivare l’allontanamento anche per Forcada e Zeelenberg, che dovrebbero passare alla scuderia satellite. Altri due nomi decisamente pesanti che potrebbero lasciare un vuoto incolmabile all’interno della Yamaha.

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Antonio Russo