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Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Jorge Lorenzo e Ducati. Una storia che inizia dal test di Valencia dello scorso novembre, dai primi test comparativi con e senza winglets. Nonostante le difficoltà aerodinamiche subito evidenti si pensava ad uno sviluppo graduale della Desmosedici GP17, regnava ottimismo a Borgo Panigale.

“Se ci fossero ancora le ali e se Honda e Yamaha non avessero fatto uno step in avanti così grande direi che saremmo in grado di vincere”, ha ammesso il maiorchino dopo il test in Australia. Era la prima occasione per testare il freno posteriore a mano, perchè la Ducati richiede un approccio aggressivo in frenata e in entrata in curva per ottenere tempi sul giro competitivi. Una soluzione che ha portato i suoi frutti a Jerez, ma che richiede ancora familiarità.

D’altronde non è facile dimenticare nove anni in sella alla Yamaha M1, una moto più maneggevole e semplice, più agile e meno potente. “Bisogna sempre trovare un modo per trarre il massimo da una moto ed ogni moto ha un modo diverso di essere competitivi”, ha spiegato Jorge Lorenzo dopo il suo primo podio in casa. Quindi occhi puntati sulla nuova carenatura che Gigi Dall’Igna e i suoi uomini stanno progettando in vista dell’estate.

Il tempo guarisce tutti i mali

Sarà un lavoro che richiederà ancora raccolta dati, più difficile di quanto previsto a inizio stagione. In fondo il pressing della Honda sulle alette, fino al divieto, sta colpendo l’avversario al cuore. “Pensavamo che sarebbe stato un passaggio più agevole”, ha ammesso Paolo Ciabatti. “Non pensavamo avremmo perso così tanto, soprattutto in certe situazioni, senza la winglets. Su alcune piste abbiamo avuto un sacco di problemi con l’anteriore, perchè ha un sacco di cavalli, anche in termini di frenata”.

Tanto lavoro è stato speso per perfezionare l’ergonomia e cercare una posizione di guida diversa. Differenti modifiche sono state apportate per avvicinare la Ducati GP17 al suo stile di guida. Ma per rivederlo al vertice si è dovuto attendere il circuito di Jerez, uno dei suoi preferiti, oltre ad un week-end da dimenticare per le Yamaha di Vinales e Rossi. Ingredienti che difficilmente potranno ripetersi senza un ulteriore step tecnico.

Daniele Romagnoli, capotecnico nel team Pramac Racing, è passato da Yamaha a Ducati anni addietro. Capisce le difficoltà di Jorge e consiglia tempo come unica soluzione alle difficoltà. “Ha bisogno di un lungo periodo di tempo per adattarsi. Posso capire Lorenzo – ha detto a Crash.net -, ma la pressione si sente perché è un campione del mondo. E’ un pilota che vuole le cose in poco tempo… Deve essere più paziente. Deve aspettare. Dispone di un contratto biennale. Deve prendersi il giusto tempo”.

Luigi Ciamburro

 

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