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Nicky Hayden (©Getty Images)

La Procura della Repubblica, nella figura del sostituto procuratore Paolo Gengarelli, ha richiesto il rinvio a giudizio per l’operaio 30enne alla guida della Peugeot che ha investito Nicky Hayden lo scorso 17 maggio nei pressi dell’autodromo di Misano.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti l’automobilista procedeva ad una velocità di circa 70 km/h mentre proveniva da via Tavoleto. Il campione texano, proveniente da una strada secondaria, non si sarebbe fermato allo stop, venendo travolto dalla vettura. In teoria ci dovrebbe essere quindi un concorso di colpa per Hayden, con l’automobilista che avrebbe il 30% delle responsabilità. Inoltre da quanto riportato da sito RiminiToday, il perito del pubblico ministero ha affermato che se l’auto avesse rispettato il limite di velocità, l’incidente sarebbe stato evitato.
Ancora da fissare la data dell’udienza preliminare, che stabilirà se l’operaio di Morciano dovrà andare a giudizio.

Subito dopo il tremendo impatto Nicky Hayden era stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale Bufalini di Cesena, dove aveva lottato tra la vita e la morte, ma ogni tentativo dei medici era stato inutile. Dopo cinque giorni l’ex campione di MotoGP è deceduto e la salma trasportata nel suo paese natale.

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