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Valentino Rossi (Getty Images)

MotoGP | Il talento non invecchia, questo Valentino Rossi non è da pensione

Il Gran Premio di Sepang ci ha lasciato una certa consapevolezza: la Yamaha è ritornata tra i top team. Certo, questo è un discorso che va preso con le molle, ma due gare consecutive a questi livelli, la casa di Iwata non le disputava da tempo immemore. In Australia è arrivata la vittoria di Vinales e qui Valentino Rossi ha lottato per la vittoria sino alla caduta nei giri finali.

Soprattutto però abbiamo rivisto finalmente Zarco salire sul podio e alle sue spalle si è piazzato proprio Vinales. Insomma questa Yamaha, un passo alla volta, sembra essere cresciuta in questo ultimissimo scorcio di campionato. Certo c’è ancora tanto da lavorare, ma dopo un anno e mezzo così vedere un po’ di luce alla fine del tunnel è già qualcosa.

Nonostante la caduta ha spazzato via i fantasmi anche Valentino Rossi, che sino a quel momento era in testa grazie ad un ritmo indiavolato. Il Dottore ha dimostrato per l’ennesima volta che il talento non invecchia. Per carità non stiamo di certo qui a raccontarci la favola che il 46 possa giocarsela alla pari con Marquez nei prossimi anni.

Valentino Rossi resta comunque un pilota di quasi 40 anni, che lotta contro uno che ne ha 25 ed è nel pieno della sua maturità tecnica. Il 46 però sta dimostrando che non è certo un pilota da pensionare. Difficile rivederlo campione del mondo, possibile se non addirittura probabile vederlo ancora sul podio e vincere ogni tanto qualche gara nei prossimi anni. Risultati formidabili rapportati all’età del rider di Tavullia.

Marquez senza avversari, per ora

Capitolo Vinales: lo spagnolo si dimostra ancora una volta discontinuo e più efficace con moto a serbatoio scarico. Gli arriva davanti, a fine gara, anche la Yamaha 2017 di Zarco e questa non è certo una cosa di cui vantarsi. Se vuole dimostrare di essere al livello di Marquez deve migliorare su alcuni aspetti.

Infine non potevamo non chiudere parlando del vincitore, Marc Marquez. Chi ha visto la gara ieri sa i numeri da circo che ha fatto lo spagnolo su una Honda che non era per niente competitiva a Sepang. Il posteriore si muoveva maledettamente ad ogni staccata e la moto sembrava pronta a disarcionarlo da un momento all’altro.

Lo spagnolo ha portato a casa una vittoria, come ha detto lui di cuore (anche un secondo posto sarebbe stato un grande risultato vista la sua moto). Attualmente è il più grande in pista e lo dimostra gara dopo gara. Sembra avere la strada spianata per i prossimi anni per vincere ancora altri titoli, ma non bisogna sottovalutare in alcun modo la presenza dall’anno prossimo di un pilota come Lorenzo in HRC e soprattutto l’infornata di talenti, per fortuna soprattutto italiani, che sta arrivando dalle categorie minori. Bagnaia, Mir e lo stesso Morbidelli cercheranno di spodestare il re dal suo trono proprio come fece Marquez 5 anni fa con Rossi.

Antonio Russo

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