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Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso (©Getty Images)

Sei vittorie nel 2017 e la settima è arrivata alla prima gara del 2018. L’unica vittoria passata in classe regina di Andrea Dovizioso risale al 2009 ai tempi della Honda, prima di iniziare una difficile fase che lo messo un po’ in sordina. L’exploit della scorsa stagione l’ha riportato alla ribalta fino ad ergersi al favorito per il titolo iridato insieme all’onnipresente Marc Marquez.

All’età di 32 anni il forlivese della Ducati sembra aver raggiunto l’apice della sua carriera. Questo ha una ragione speciale. “Tutti lavorano sui loro corpi. Ma la tua testa ha un’influenza maggiore. Mentalmente puoi lavorare su molte più aree del tuo corpo. Molti non vogliono investire il tempo per lavorarci perché è anche una cosa strana. E non è molto divertente. Ma c’è molto spazio per migliorare”, ha spiegato il Dovi a Motogp.com.

“Ho scoperto qualcosa di molto interessante. E funziona. Questo è uno dei motivi per cui siamo così competitivi “, ha ammesso il vice campione del mondo. “Se fai tutto in modo positivo, può avere un grande impatto, nella vita e nello sport. Riguarda ciò che pensi prima di affrontare qualcosa. Molti atleti già anticipano cose cattive o vedono il loro limite. Ma questi pensieri creano solo dei limiti. Queste sono piccole cose, ma possono avere un grande effetto”.

Sulla maturazione di Andrea Dovizioso ha contribuito molto il dottor Claudio Costa, fondatore della Clinica Mobile, che parla spesso di cavallo bianco (razionale) e cavallo nero (irrazionale). “Ero sempre troppo razionale. Mi ha detto che ho ancora un grande potenziale, perché uso solo il mio lato razionale e non il livello emotivo. E aveva ragione. Ogni volta che vado in pista cerco di usare di più il cavallo nero. Sono sicuro che lo userò più che in passato. Puoi vedere il risultato ora. In genere non è meglio usare il nero più di quello bianco. Ma a volte hai bisogno del nero nei momenti importanti”.