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Johann Zarco (©Getty Images)

Guy Coulon, capotecnico di Johann Zarco e co-proprietario del team Yamaha Tech3 con Herve Poncharal, trova delle somiglianze tra il francese e Andrea Dovizioso. Da quando la squadra si è trasferita in MotoGP nel 2001 Coulon ha lavorato con nomi illustri, da Olivier Jacque a Johann Zarco, passando per Colin Edwards e Andrea Dovizioso.

Un tecnico di esperienza che lavora in sordina, ma che non si tira mai indietro dinanzi a dichiarazioni scomode. Guy Coulon ha giocato un ruolo chiave nella splendida stagione del debutto di Johann Zarco in classe regina, l’anno in cui il due volte iridato di Moto2 ha ottenuto due pole position e tre podi, dimostrando regolarmente di essere una spina nel fianco dei suoi avversari ufficiali.

“Lui [Zarco] è molto chiaro quando spiega i sentimenti della sua moto”, ha detto Coulon a Crash.net. “Prepariamo un piano prima di ogni sessione. Dipende dalla pista. Principalmente decidiamo dopo tre o due giri, perché alcune tracce con tempi sul giro più lunghi ci piacciono di più con meno giri”.

Dopo aver cambiato le bici si prova qualcosa di diverso per la seconda manche. Anche se la moto non è perfetta, continua fino alla fine della corsa per capire se si tratta di un problema risolvibile. “Anche con questo sentimento che non è così perfetto può ottenere un tempo sul giro. Se decidiamo per sette giri, fa sette giri. E per la sessione dopo, se decidiamo per cinque giri, va per cinque giri… Questo è abbastanza importante perché alcuni piloti chiedono sette giri. Dopo due giri tornano, si fermano e dicono “Non mi piace!” [Penso] “Non ti piace dopo due giri, sì. Ma forse dopo quattro giri puoi capire se la durata della tua gomma è migliore o se il tuo tempo sul giro sta migliorando”. Un modus operandi che a Guy Coulon tanto ricorda Andrea Dovizioso, in sella alla Yamaha M1 nella stagione 2012. “Dovi e Johann hanno una mentalità molto simile”, ha detto il tecnico a Crash.net.

Dove Zarco non riesce ad arrivare con le prestazioni cerca di colmare il gap con mente strategica. “Lui ha fatto molta esperienza in Moto2 ed il senso del suo discorso è questo: lui si rende conto che talvolta altri piloti sono più veloci di lui, ma a quel punto la sua strategia diventa quella di controllarli dall’inizio della gara. Se loro lo superano, lui prova immediatamente a ripassarli e restare con loro per poi provare a spingere sul finale e batterli. E’ consapevole del fatto che se non riesci a controllare i piloti più veloci all’inizio della gara – ha concluso Guy Coulon – poi è impossibile avere la meglio alla fine”.