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Gigi Dall'Igna
Gigi Dall’Igna (©Getty Images)

Gigi Dall’Igna e Ducati nel 2017 hanno sfiorato il titolo MotoGP con Andrea Dovizioso in un’annata sorprendente. Ci si aspettavano progressi dal team di Borgo Panigale, però la lotta con Marc Marquez fino all’ultimo per il Mondiale ha stupito. Dalla casa di Borgo Panigale ci si attendeva qualcosa di più nel campionato Superbike.

Dopo le sette vittorie consecutive di Chaz Davies nel finale di campionato 2016, si pensava che il gallese potesse giocarsela con Jonathan Rea. Invece, il campione della Kawasaki ha dominato un altro anno in SBK conquistando il terzo titolo consecutivo. Né il gallese e neppure Marco Melandri hanno infastidito il dominatore della categoria. Vedremo se nel 2018 il nuovo regolamento potrà aiutare.

SBK Ducati, parla Gigi Dall’Igna

Gigi Dall’Igna, intervistato da Speedweek, ha parlato dell’introduzione della centralina unica in Superbike nel 2019. Queste le sue parole: “Nella classe MotoGP questo funziona bene con l’unità ECU, quindi non vedo perché non dovremmo seguire la stessa filosofia nel campionato mondiale Superbike. Questo è meglio per l’equilibrio tra i produttori e lo spettacolo. Se è meglio per il campionato, allora è meglio anche per i produttori coinvolti. Non sono contrario, va bene per noi”.

Kawasaki domina e solo Ducati sembra in grado a volte di impensierirla. Yamaha è cresciuta, ma ancora non abbastanza. Invece gli altri sono indietro. Dall’Igna spiega: “Non capisco perché ci sia un tale divario tra Ducati e Kawasaki e tutti gli altri produttori. Certamente, la Ducati sta investendo molto nei campionati del mondo MotoGP e Superbike. Ma non vedo alcun motivo per cui Honda e Yamaha non dovrebbero avere gli stessi risultati. Investiamo di più noi? Potrebbe essere, ma non lo so. Penso che anche la Yamaha stia investendo molto, facendo altrettanto quanto fa la Ducati”.

Al Direttore Generale della Ducati viene chiesto se solo Rea, Sykes, Davies e Melandri possono vincere: “Laverty è certamente uno dei migliori, lo conosco molto bene. Ci sono alcuni piloti – non molti, ma abbastanza – che possono stare davanti. Camier e pochi altri”.

Si parla infine della SBK e di come deve essere la categoria sul piano dello sviluppo, tema spesso dibattuto: “Se questi sviluppi sono troppo limitati, ciò si traduce in problemi di giustificazione per le corse. Devi permettere ai produttori di sviluppare determinate cose. Allo stesso tempo, tuttavia, bisogna fare attenzione che i costi non sfuggano di mano. L’equilibrio deve essere giusto”.

 

Matteo Bellan