CONDIVIDI
Giacomo Agostini
Giacomo Agostini (©Getty Images)

Giacomo Agostini è il recordman del Motomondiale con 15 titoli vinti tra classe 350 e la 500. Ha trionfato sia con MV Agusta che con Yamaha. Ha anche il record di 123 vittorie totali conseguite in gara.

L’ex pilota è una leggenda del motociclismo. In questi anni lo abbiamo visto più volte nelle vesti di opinionista nei vari weekend dei GP. Un parere sempre molto autorevole il suo, visto che parliamo di un quindici volte campione del mondo. Il grande Ago ne ha da dire in materia di moto.

Agostini e i record che Rossi e Marquez vorrebbero battere

Giacomo Agostini, intervistato in occasione della presentazione del Festival dello Sport, ha così parlato a La Gazzetta dello Sport di cosa significhi per lui il record: “Quando fai delle gare e vinci, la vittoria è una grande cosa. Naturalmente poi tutti si aspettano i record perché è una cosa che hai solamente tu. La gara può averla vinta anche un altro, ma il record è una cosa che fino a che non te lo battono rimane e fa molto piacere”.

Gli viene fatto notare che il suo record di titoli dura da tanto. E che neanche Valentino Rossi è riuscito a batterli: “Dicono che i record sono fatti per essere battuti. Il mio dura da molto tempo. Poi di record ne ho diversi. Ho quello di 123 GP vinti e poi io in generale ho vinto 311 gare. Ci dimentichiamo un po’ tutti, anche io a volte, però io sono andato sul gradino più alto del podio 311 volte”.

Ad Agostini viene domandato quale record è quello a cui tiene maggiormente tra quelli conseguiti: “Quello che mi sta più a cuore è quello di mondiali vinti. Quando diventi campione del mondo è una cosa che ti rimane. Quando ho vinto il primo titolo non credevo di essere io il più bravo al mondo. Poi arrivare a 15 e non essere battuto ti fa senz’altro piacere. Quando qualcuno mi chiede se sarei contento di essere battuto da Valentino Rossi, dico di no. Sono onesto. Lui deve essere contento di battermi e io di essere battuto? Sarei falso se dicessi che sarei felice. Però può darsi che un giorno qualcuno me lo batta”.

Inevitabile chiedergli se si riveda in qualcuno nel motociclismo di oggi: “Abbiamo un po’ tutti qualcosa di diverso. Valentino ha una cosa che io non avevo, io qualcosa che lui non ha. Marquez è abbastanza simile come statura, furbizia e attenzione alla gara. Però io cadevo meno di lui, anche per un motivo importante e cioè che una volta si moriva quando si cadeva. Serviva più attenzione”.

 

Matteo Bellan