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Giacomo Agostini (Getty Images)

L’Italia delle due ruote ha conosciuto due grandi epoche d’oro, quella di Giacomo Agostini e quella di Valentino Rossi. Questo naturalmente per quanto concerne la classe regina del Motomondiale, nelle categorie minori, invece, il tricolore ha continuato a sventolare sulle teste dei vari Gresini, Capirossi, Biaggi e tanti altri che hanno portato l’Italia sul tetto del motociclismo. Negli ultimi anni però la situazione è un po’ cambiata.

I grandi investimenti da parte degli spagnoli, hanno portato gli iberici ha monopolizzare l’intero Motomondiale a dispetto degli italiani che si sono ritrovati a dover raccogliere le briciole dagli avversari. Grazie anche al lavoro di scouting di Valentino Rossi però, nell’ultimo periodo la situazione si sta capovolgendo. Simbolo indelebile dell’aria che sta finalmente cambiando, la tripletta italiana al Mugello con Migno, Pasini e Dovizioso vittoriosi.

Ai tempi di Agostini c’erano gli specialisti

Come riportato dall’edizione cartacea del “Corriere dello Sport”, Giacomo Agostini ha parlato dei nuovi talenti che stanno venendo fuori: “Abbiamo aspettato tanto tempo per vedere una nuova leva di piloti e ora è finalmente arrivata. Erano anni che non sentivamo risuonare l’Inno di Mameli in tutte e tre le categorie al Mugello. In passato, Aprilia e la Federazione Italiana hanno avuto il merito di lanciare molti piloti e hanno fatto un grandissimo lavoro per il nostro vivaio. Poi è subentrata la Dorna e gli spagnoli hanno fatto un grande balzo in avanti e noi siamo rimasti al palo”.

L’inversione di tendenza però è palese e Giacomo Agostini rimarca: “Ai miei tempi era diverso, oggi ci vogliono strutture più professionali, ma anche i team italiani devono fare la loro parte. I team devono investire sui giovani, ma i giovani devono essere costanti nei risultati. Oggi si approda al mondiale giovanissimi ed è difficile essere maturi a 17 anni. Ai miei tempi comunque c’erano gli specialisti, quelli che correvano per tutta la carriera in 125 o 250, oggi, invece, l’obiettivo di tutti è la MotoGP”.

Antonio Russo