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Jorge Lorenzo
photo Twitter @lorenzo99

Cristian Gabarrini, capotecnico di Jorge Lorenzo, svela alcuni retroscena tecnici nel box Ducati.

Austin e Jerez saranno due tappe decisive per scrivere il futuro prossimo di Jorge Lorenzo, in attesa di conoscere la proposta Ducati per il prossimo biennio e valutare se firmare o guardare in direzione Suzuki. Il COTA non è un tracciato favorevole alla Ducati e qui il maiorchino non ha mai vinto, ma guarda con ottimismo al terzo impegno stagionale. Dopo il tour a New York con il brand di Borgo Panigale Jorge arriva in Texas per cercare di mettere in archivio le brutte prestazioni di Losail e Rio Hondo. Un solo punto dopo due gare, un feeling ancora in divenire con la Desmosedici GP18, in attesa che i tecnici della Rossa riescano ad apportare le necessarie modifiche aerodinamiche che gli consentano un maggior feeling con l’anteriore.

Lorenzo-Dovizioso: due stili di guida diversi

Ma come si spiega la differenza di prestazioni tra Lorenzo e Dovizioso nonostante la stessa moto? Con una netta differenza di stile di guida. Ciò impedisce di poter usufruire dei dati telemetrici del forlivese: “E’ fantastico avere tutti i dati a nostra disposizione. Se hai bisogno di aiuto molte persone amano aiutarti. Ma i loro stili di guida sono troppo diversi – ha ammesso Cristian Gabarrini a Speedweek.com -. Il team Ducati ha un’ottima atmosfera. Gigi sa tutto, è sempre coinvolto. Ha molta esperienza in diverse categorie. Pertanto la sua opinione è sempre molto utile”.

Sono pochi gli alibi per Jorge Lorenzo, perchè Ducati ha saputo interpretare al meglio le gomme Michelin e l’elettronica Magneti Marelli assicurandosi ingegneri di spessore tecnico. “Lavoriamo sodo per capire il comportamento delle gomme e usarle nel modo più efficiente possibile. Non so se possiamo fare più degli altri produttori, ma lavoriamo molto su questo aspetto. L’elettronica è di grande aiuto e il software interno è stato costruito sulla base del lavoro di Magneti Marelli. Inoltre, l’approccio di entrambe le società è molto simile, perché sono così vicini e i tecnici provengono per lo più dalla stessa scuola. Pensiamo allo stesso modo ai problemi e alle loro soluzioni. È un approccio europeo, con il quale i giapponesi potrebbero avere problemi perché affrontano i problemi in modo diverso”. Eppure sembra non essere ancora abbastanza per far decollare il feeling tra Lorenzo e la Desmosedici…

 

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