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Marc Marquez
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MotoGP | Forcellone in carbonio o alluminio? Honda e Aprilia aprono al futuro

Il forcellone in fibra di carbonio sta prendendo timidamente piede in questa stagione di MotoGP, sebbene in passato già la Ducati abbia sperimentato questa soluzione prima di abbandonarla. Nei test invernali Honda ha testato la nuova componente e anche Aprilia in questi giorni di prove a Jerez la sperimenterà, forse per ottenere un miglior grip con le gomme Michelin. Ma quali sono i pro e i contro?

Corrado Cecchinelli, direttore della tecnologia della MotoGP, ha guardato ai raggi X il forcellone in fibra di carbonio nel corso di un’intervista a Crash.net. Il Vice Direttore Generale di Ducati Corse, dal 2006 al 2010, è stato tra i primi a sperimentare questa opzione in classe regina, anche se prima della Rossa ci aveva provato Aprilia nella classe 250cc. “Per me è l’applicazione corretta per un forcellone, anche perché il forcellone è progettato per la rigidità. Ciò non significa che sia progettato per essere il più rigido possibile, ma che è progettato per una rigidità target, una rigidità in 3D. Ad esempio se si desidera che il forcellone si pieghi ma non si torca quando la bicicletta si appoggia, con la fibra di carbonio puoi giocare con l’orientamento delle fibre per avere la rigidità tridimensionale che desideri”.

Differenze dal forcellone in alluminio

Uno dei vantaggi primari è sicuramente il peso. Tra un forcellone in alluminio e uno in fibra di carbonio c’è sicuramente tra mezzo chilo e 1 chilo di differenza di peso. Non poco per guadagnare decimi di velocità! Ma allora perchè non tutti i team sembrano orientati a questa scelta? Innanzitutto per una questione di costi elevati, ma “è vero se consideri solo il costo di un pezzo, ma non una stagione intera di forcelloni”, ha aggiunto Corrado Cecchinelli. “Quando si progetta un forcellone in alluminio per una rigidità target può diventare così sottile che si rompe durante l’uso normale. E questo è quello che succede, anche oggi! Quindi la fibra di carbonio non è automaticamente più costosa”. Ma ci sono preoccupazioni anche dal punto di vista della sicurezza: “Questo non perché la fibra di carbonio sia meno sicura, ma perché l’esito di un incidente in termini di possibili danni al forcellone è più difficile da studiare con la fibra di carbonio”.

D’altronde il passo dall’alluminio al carbonio diventerà naturale quando si sarà raggiunto il limite dello spessore nel design del forcellone e non si avrà il problema di non avere abbastanza forza con la rigidità del bersaglio. A quel punto il forcellone in alluminio sarà ancor più sottile e fragile che richiederà più componenti di ricambio, così da rendere quasi nulla la differenza di costi”. A quel punto bisognerà fare i conti con differenti vibrazioni, ma per sceglie la fibra di carbonio bisogna avere le idee ben chiare sulla rigidità necessaria per ogni scenario di carico, in quanto gli strati del nuovo materiale non corrono nella stessa direzione come nell’alluminio. Il rischio è di creare “un pezzo più pesante o solo qualcosa di molto più costoso senza alcun beneficio reale”.

 

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