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Tito Rabat (Getty Images)

MotoGP | Intervista ESCLUSIVA a Tito Rabat

Tito Rabat dopo due anni nel Team Marc VDS è passato nel Team Avintia Racing. Lì ripongono tante aspettative in lui. Lo spagnolo nel 2014 si è laureato campione del mondo Moto2 e ora con la sua nuova squadra vuole ritornare a lottare con i top rider. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva lo spagnolo per sapere le sue impressioni su questa Ducati e sulla MotoGP che guarderemo nel 2018.

Com’è nata la tua passione per i motori?

Da piccolo andavo sempre con mio padre e mio fratello a girare in moto in montagna. Ci fermavamo a fare colazione in montagna il sabato e la domenica correvamo su una pista di kart il campionato di Catalunya. Da quando ero piccolo è sempre stato così fino ai 10-11 anni, ho sempre guardato come giravano le moto.

Mi piacevano di più le moto, mio padre voleva che io corressi in kart, ma a me piacevano le moto e alla fine è andata così. Un giorno ho detto che non volevo correre più in kart, ma solo in moto, ho avuto la possibilità di fare una coppa di promozione e di fare moto.

Nella tua carriera sin qui qual è stato il pilota che ti ha impressionato maggiormente?

Tanti piloti, penso che Valentino Rossi da sempre, da quando lo guardavo dalla 125. Poi Pedrosa, soprattutto quando correva in 250. Marquez l’ho potuto vivere direttamente in pista. Anche Stoner quando correva era davvero il top, faceva delle cose incredibili. Penso che questi qui sono quelli che mi hanno impressionato di più.

Che impressioni ti ha dato questa Ducati nei test? È così complicata da guidare come tutti dicono?

Le impressioni, dal primo momento che sono salito in moto, sono state più che positive. Poi dobbiamo vedere, perché finché non arriva la prima gara in Qatar non si può mai dire. Tutte le impressioni e i risultati ottenuti nei test sono stati migliori dell’anno scorso. Io mi sono sentito molto meglio e l’impressione che ho avuto della Ducati e di tutto il team è stata davvero magnifica. Bisogna continuare a lavorare così perché credo che possiamo fare bene quest’anno.

Secondo me a questo livello è tutto complicato, ma abbiamo fatto buoni tempi sia in Malesia che in Thailandia a pochi decimi dai primi. Questo non mi era mai successo da quando sono in MotoGP. Secondo me togliere questi ultimi decimi sarà difficile, ma sin qui non abbiamo avuto grossi problemi.

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali?

Mi piacerebbe tanto per una volta dopo due anni fare finalmente delle belle gare e stare vicino ai primi 4 o comunque nei primi 10. Mi piacerebbe farlo per il mio team e per me, sarebbe il top finire più gare possibile nei primi 10.

Hai provato la nuova carena Ducati? Può effettivamente dare vantaggi sul rettilineo?

Secondo me dipende tanto dal pilota. Guardo Lorenzo che la porta, Dovizioso che invece non la usa. A me piace di più le nuova carena, la moto è più stabile e posso guidare con maggiore sicurezza. Quando guidi con maggiore sicurezza vai più forte. La moto va un po’ meno sul rettilineo, ma più forte in curva, quindi a me piace di più la carena con le alette.

Cosa ne pensi della questione legata alle alette? Secondo te è stato giusto bandirle?

Quando è una cosa di sicurezza va così. Francamente non so se è stato giusto o meno perché sono state spazzate via tante ore di lavoro di colpo. Il mio lavoro però è guidare forte quindi questo divieto non so se sia stato giusto o meno.

Lorenzo nel passaggio da Yamaha a Ducati ha chiesto tante modifiche per essere più “comodo” sulla moto, anche tu hai chiesto qualcosa al team?

No, dal passaggio da Honda a Ducati è solo stato un cambiamento di dimensioni, visto che la Ducati è più grande. La posizione del pilota è davvero comoda, sono stato bene sin dall’inizio. La posizione di guida è più alta e hai più fiducia con le gomme. Non ho fatto grossi cambiamenti, ho ancora lo stesso setting di Valencia perché mi va bene.

In Malesia abbiamo provato un po’ di cose, ma il setting di Valencia va benissimo. Sicuramente dobbiamo migliorare, ora vediamo se possiamo migliorare un po’. Non ho avuto nulla che mi ha infastidito, anzi mi ha sorpreso positivamente la moto.

Dopo gli ottimi risultati in Moto2 sei approdato in MotoGP al Team Marc VDS, ora Franco Morbidelli sta facendo un percorso molto simile al tuo. Pensi che possa essere la strada giusta anche per lui?

Secondo me non è una strada molto simile perché non è la stessa moto che avevo io nel 2016 e nel 2017 con il Team Marc VDS. Secondo me andrà benissimo, ma non è per niente lo stesso progetto, te lo dico già. Non so poi come proseguiranno le cose, perché finché non cominciano le gare non si può sapere.

Sei stato compagno di squadra di Alex Marquez. Nel paddock si vocifera possa andare a fare coppia con il fratello in HRC l’anno prossimo. Pensi possa essere già pronto per una Honda ufficiale?

Alex è un buon pilota, è andato sempre forte. Ha vinto il mondiale Moto3 e ora penso lo possa vincere in Moto2, è il favorito, ci sono anche Bagnaia, Pasini e Oliveira, ma lui è il favorito. Ha provato anche due volte la MotoGP e avendo il fratello che gli può spiegare tutto perché no.

Valentino Rossi è sempre più vicino al suo ritiro. Come sarà per te la MotoGP senza Valentino e cosa pensi farà lui dopo il ritiro?

Secondo me nessuno vuole che Valentino smetta perché lui piace a tanta gente in tutto il mondo, ma già è grande di età. Non so come sarà, sicuro qualcosa cambierà, speriamo che vada tutto per il meglio. Naturalmente si noterà quando andrà via come succede in tutti gli sport. Quando in NBA andò via Michael Jordan anche lì calò un po’ tutto, ma poi ritornarono di nuovo su. Le cose vanno così. Non so cosa farà dopo il ritiro, non lo conosco bene.

Ci fai un pronostico su chi vince la MotoGP nel 2018?

Vince Lorenzo.

Antonio Russo

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