CONDIVIDI
Piero Taramasso (Getty Images)

Michelin ha contribuito a rendere più avvincente il Mondiale 2017 di MotoGP. La possibilità di avere a disposizione tre mescole all’anteriore e tre al posteriore ha reso la scelta dei pneumatici un elemento fondamentale per la gara dal punto di vista strategico. Dopo un 2016 di alti e bassi Michelin ha finalmente trovato una certa costanza nella realizzazione delle gomme, pur dovendo fronteggiare alcune critiche da parte di team e piloti. Ma il lavoro del fornitore unico compie passi da gigante e offre uno spettacolo invidiabile.

Dal 2018 non ci sarà più Nicolas Goubert nei panni di Direttore Tecnico e Supervisore del Programma MotoGP. Le sue veci verranno ereditate da Piero Taramasso che sarà il responsabile unico di Michelin Motorsport sui circuiti del Motomondiale. Tuttomotoriweb ha intervistato in esclusiva il responsabile del marchio francese.

Cominciamo dalla stagione appena terminata. Michelin ha contribuito non poco a rendere più incerto ed entusiasmante il Campionato del Mondo di MotoGP. Facciamo un bilancio di fine stagione 2017

Per noi il 2017 è stata una buona stagione, regolare e costante. L’anno scorso abbiamo avuto degli alti e dei bassi, quest’anno è stata abbastanza stabile dall’inizio alla fine. Abbiamo visto delle belle corse combattute, Phillip Island è stata magnifica, il campionato  si è concluso all’ultima corsa di Valencia, quindi molto equilibrato. Penso che le gomme hanno avuto una parte in tutto questo. Grazie al nuovo regolamento abbiamo prodotto tre tipi di gomme all’anteriore e tre al posteriore, tutti i piloti e le case costruttrici hanno potuto trovare la gomma che andava meglio per quella condizione.

Michelin su cosa punta a migliorare nel 2018?

Dal GP del Mugello non abbiamo più cambiato il pneumatico anteriore, abbiamo fissato il profilo e la carcassa dell’anteriore. Mentre il posteriore è rimasto dello stesso profilo e della stessa costruzione per tutto il 2017. Questo ha dato ai team tutto il tempo per lavorare sulla moto e sui cambiamenti di geometrie che possono disturbare. Per il 2018 resteremo su questa base all’anteriore e al posteriore, lavoreremo solo sulle mescole. La grossa novità sono due mescole all’anteriore che proveremo durante i test invernali in Malesia, in Thailandia e Qatar, sono due mescole anteriori di tipo medio-hard che serviranno per i circuiti tipo Argentina, Austin, Sepang, circuiti abbastanza caldi e sollecitanti. Sul posteriore ci saranno dei cambi molto più leggeri rispetto all’anteriore.

Sono le gomme provate nei test di Valencia e Jerez?

A Jerez abbiamo fatto dei test per valutare il tipo di asfalto, visto che hanno fatto un asfalto nuovo, per vedere l’usura. C’era qualche tipo di mescola ma era un lavoro più a lungo termine non per la prossima stagione.

Nel corso del Mondiale diversi piloti hanno mosso qualche critica alle differenza di qualità nei set gomme. Cosa si può fare per migliorare da questo punto di vista?

E’ vero che certi piloti si sono lamentati, ma è veramente difficile analizzare i dati. Perchè spesso dicono ‘la soft usata al mattino l’ho usata al pomeriggio ed aveva più grip’. Le condizioni cambiano dal mattino al pomeriggio, a volte ne passano una dietro l’altra facendo dei cambi di setting. Noi teniamo conto delle reclamazioni, ma abbiamo pochissimi dati di due gomme uguali provate back to back in un arco di tempo ristretto, senza nessun setting e senza nessun cambio. Quindi per noi è difficile provare, ma stiamo lavorando su questi pochi casi che ci sono stati. Ma ripeto, tante volte non ritroviamo un riscontro oggettivo.

Si sente spesso parlare di cospirazione tra Dorna e Michelin. Qual è il suo punto di vista in proposito e come vengono assegnate le gomme nei week-end?

Si sente parlare di cospirazione, ma garantisco che non è possibile anche se volessimo farlo. In poche parole… ogni pneumatico ha un numero di serie unico. Noi prima di arrivare al circuito facciamo dei lotti di gomme, 51 lotti. In ogni lotto ci sono le slick soft, le slick medie, le slick hard, più le gomme rain. Ci sono tutte le attribuzioni pilota per pilota. Ci sono 51 lotti, dal numero 1 al numero 51, spediamo tutto all’IRTA, al direttore tecnico che è Danny Alridge. Ad inizio campionato era lui che tirava a sorte per l’assegnazione dei lotti ai piloti, per noi la cosa era già abbastanza limpida. Però a partire da metà stagione abbiamo chiesto che siano i rappresentanti dei team a pescare i bigliettini in un grosso contenitore per assegnare i lotti pilota per pilota. Una volta pescato viene assegnato a quel pilota, hanno tutti i numeri di serie che gli appartengono, loro verificano così come il direttore tecnico dell’IRTA. Quindi adesso sono i team che sorteggiano e si scelgono le loro gomme. Noi poi facciamo solo il montaggio e gliele rimandiamo montate. Per noi è impossibile ogni manipolazione.

Dopo l’addio di Nicolas Goubert cosa cambia ai vertici Michelin e per Piero Taramasso?

Avrò più lavoro perchè quello che faceva Nicolas lo farò io, sarò il responsabile unico sul circuito. Mi occuperò sia delle parti politiche e un po’ di tecnica. Ci sarà comunque un direttore tecnico Motorsport Michelin che sarà nominato questa settimana che si occuperà di MotoGP ma anche del WRC, del WEC, della Formula E. Verrà sui circuiti per 5 o 6 corse, ma non sarà sempre presente. Quindi sarò io a proseguire il lavoro di Nicolas.

Come è possibile fermare Marc Marquez?

Questa è una bella domanda. Quando vedi Marquez sul bagnato o sull’asciutto, con la moto assettata o mal assettata… sarà difficile. Quando lo vedi che perde l’anteriore o il posteriore, mette il ginocchio, mette il braccio… riesce sempre a rialzarsi. E’ veramente un fenomeno. Penso che l’unica cosa è che Honda un giorno sbagli qualcosa, ma lui sembra che anche quando la moto manca di qualcosa riesce a compensare le lacune della Honda. Mi dispiace, ma non ho una risposta a questa domanda.

Luigi Ciamburro