CONDIVIDI
Lucio Pedercini Yonny Hernandez
Lucio Pedercini e Yonny Hernandez alla presentazione del team al Motor Bike Expo 2018 (foto Pedercini Racing)

Ai nastri di partenza del campionato mondiale Superbike 2018 ci sarà anche il team Pedercini Racing, ormai presenza fissa dal 1993. Una squadra italiana con gestione familiare, con grandi valori ed una esperienza consolidata.

Al recente Motor Bike Expo 2018 a Verona c’è stata la presentazione ufficiale del team. Ovviamente protagonista dell’evento è stato il team manager Lucio Pedercini, che ha presentato anche il nuovo pilota Yonny Hernandez. Il colombiano, che ha alle spalle esperienze in Moto2 e MotoGP, può fare bene in SBK in sella alla competitiva Kawasaki ZX-10RR. Noi di Tuttomotoriweb siamo andati a intervistare proprio Pedercini, che quest’anno con la sua struttura correrà anche nel campionato Superstock 1000 con il 17enne Gabriele Ruiu.

SBK, Tuttomotoriweb intervista Lucio Pedercini

Partiamo dal 2017. Qual è il bilancio tracciato dal team in merito alla passata stagione?

“Siamo partiti fiduciosi dopo che nel 2016 i piloti che avevano corso con noi erano stati in top 10. Pensavamo di poter far bene, continuando su quella scia. Ma con De Angelis prima e Russo poi abbiamo avuto delle difficoltà. Tra team e piloti non ci siamo trovati. Non sappiamo bene il motivo, visto che la moto era la stessa dell’anno precedente. Il pacchetto era buono, però la stagione è stata deludente. Siamo andati sotto le aspettative, pensavo di poter fare qualcosa di più”.

Manca poco all’inizio del campionato mondiale Superbike 2018. Con che obiettivi lo affrontate?

“Gli obiettivi sono ambiziosi. Abbiamo ingaggiato Yonny Hernandez, dopo che c’era stato qualche dubbio che potesse correre con noi vista la chiamata da Tech3 per il test MotoGP in Malesia. Sono molto fiducioso. Purtroppo abbiamo saltato dei test (Portimao, ndr), dato che lui era a Sepang, e quindi sarà importante fare bene i due giorni di test in Australia prima della gara. Però sono consapevole che non potremo essere pronti subito secondo me. Dovremo aspettare qualche gara affinché Yonny prenda confidenza con moto e gomme. Non ha mai usato le Pirelli, deve adattarsi e fare un po’ di esperienza prima. Poi punteremo a cercare di stare stabilmente in top 10”.

Avete fatto il test di Jerez de la Frontera qualche settimana fa. Che indicazioni avete avuto?

“Nel primo giorno fino alle 14 non siamo riusciti a correre a causa della nebbia mattutina. Abbiamo girato giusto per far prendere confidenza con la moto al pilota. E’ stata una giornata leggera. Poi nella seconda abbiamo avuto un piccolo problema di elettronica a un sensore e abbiamo perso un po’ di tempo. Yonny ha comunque girato e siamo contenti, anche perché ha usato solo gomme da gara mentre tutti gli altri hanno utilizzato pure quelle qualifica. Le impressioni sono state buone, anche se ovviamente non ha ancora la moto in mano. Penso che potremo toglierci belle soddisfazioni”.

Come è nata la scelta di puntare su Yonny Hernandez?

“Lui ha fatto degli anni in MotoGP con una Ducati che non era delle più competitive. Io l’ho sempre seguito, ha lo stile di guida da mezzo grosso e non da Moto2 o Superstock. Mi è sempre piaciuto sempre il suo stile da quando è arrivato in Europa. In Superbike con una buona moto può fare bene. Seconda moto per una wild-card nel 2018? Porta aperta, però per adesso non è prevista. Vedremo se ci sarà la possibilità”.

Com’è andata la vicenda che ha portato Hernandez a fare il test MotoGP a Sepang con la Yamaha Tech3?

“Yonny non aveva ancora firmato con noi quando è arrivato l’annuncio di Folger. Il suo era stato il primo nome accostato al team Tech3. Mi è stato chiesto se fossi d’accordo di lasciarlo andare e ho detto di sì. Abbiamo messo nel contratto una clausola che lo liberi nel caso in cui arrivi una chiamata dalla MotoGP. Sono stato pilota e so che la top class è la massima aspirazione, anche se comunque lui ci è già stato. Non mi sentivo di bloccarlo, sono stato disponibile per il test e non c’è stato alcun problema. Secondo certe malelingue ho fatto tutto per soldi. Ma sono disposto a mostrare il contratto dove non sono presenti penali in caso di passaggio in MotoGP, solo per altre categorie. E la scelta di Hernandez non ci porta soldi di sponsor. Credo nel progetto e che lui possa fare bene. Lui era un po’ deluso di essere indietro nel test, però non ha usato la gomma da tempo. Adesso gli serve fare chilometri ed esperienza”.

Il campionato WSBK nel 2018 avrà un nuovo discusso regolamento. Qual è il suo pensiero in merito?

“Quello che stanno facendo va bene, però non sono d’accordo sull’intervista rilasciata da Lavilla quando dice che se adesso i team privati arrivano dietro è colpa nostra. Non è così. La nostra moto è simile alla Kawasaki ufficiale, però la squadra factory ha un budget molto superiore, hanno i piloti migliori e da giugno scorso testano la moto 2018. Dunque noi privati non potremo mai competere per il titolo. Possiamo fare qualche singolo exploit al massimo, ci mancano molti mezzi. Per quanto riguarda i tagli dei giri del motore, mi sembra che nei test le penalizzazioni non abbiano avuto grandi effetti. Abbiamo girato sui tempi dell’anno scorso. Avvicinare di più i privati agli altri è positivo, la guerra sarà più serrata”.

Jonathan Rea, tre volte campione del mondo, sarà ovviamente l’uomo da battere. Che tipo di campionato si aspetta?

“Se non succede qualcosa, ora come ora Rea è troppo forte in tutti i sensi. E’ sempre là in  ogni condizione, è fortissimo anche di testa. E’ ancora lui l’uomo da battere. Già con la Honda aveva dimostrato di essere forte. Johnny in MotoGP? Pronti via non può essere al top, gli serve tempo. Però lui è forte. Ammazza tutti psicologicamente. A Jerez dopo mesi che non correva è andato subito veloce, su ogni pista è subito su tempi record dopo pochi giri. E’ incredibile. Ha sicuramente una moto competitiva, però ci mette molto del suo”.

Cosa cambierebbe per migliorare il campionato mondiale Superbike?

“Dorna sta già cercando di rendere il Mondiale più spettacolare. Però secondo me non stanno pubblicizzando la SBK come dovrebbero. I tifosi, tranne i forti appassionati, a volte neanche sanno che c’è la gara Superbike, neppure se si corre nel loro Paese. Va detto che ci manca anche il pilota-personaggio. Un po’ come lo erano Fogarty, Bayliss e Biaggi ad esempio. A livello mediatico comunque il campionato non viene spinto. Forse la gente si appassionerebbe di più. Non so se sia una cosa voluta per non disturbare la MotoGP, che senza Valentino Rossi tra un po’ ne risentirà. Un po’ di pubblico nei circuiti c’è, però a volte i prezzi dei biglietti sono alti. Serve fare qualcosa a livello di marketing per promuovere meglio la Superbike”.

Sarebbe favorevole a un cambio di format col ritorno alla tradizionale Superpole con Gara1 e Gara2 nello stesso giorno?

“Sì. La vecchia Superpole per i privati era molto meglio. In quei due minuti è inquadrato solo un pilota e dunque pure per lo sponsor c’è maggiore visibilità. Andando dentro tutti insieme, inquadrano solo i primi o quasi. Ciò penalizza i team privati nella vendita di spazi agli sponsor. Sarei d’accordo anche col ritorno alle due gare nella stessa giornata, sarebbe meglio per il pubblico. Tornerei a queste formule del passato”.

Come si spiega il successo del campionato britannico Superbike (BSB)?

“Innanzitutto hanno tolto tanta elettronica alle moto e dunque si vedono maggiormente i piloti veri. Adesso quando i piloti Moto2 vanno in MotoGP sono subito veloci, invece quando correvo io non andavi immediatamente veloce passando dalla 250 alla 500. C’era meno elettronica. Inoltre in Gran Bretagna sono bravi a pubblicizzare il campionato, cosa che manca a noi. Loro hanno sponsor importanti, nonostante si tratti di una competizione nazionale. E hanno un ritorno televisivo enorme. Poi ci sono piloti che guadagnano più di tanti che abbiamo noi in WSBK. C’è tanto pubblico e girano parecchi soldi. Oggi a livello mediatico devi essere pronto. Non credo che Dorna non sappia pubblicizzare bene la Superbike, speriamo che cambi”.

Matteo Bellan

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. Seguici su Google News per restare aggiornato su tutte le notizie dal mondo dei motori