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Michael Ruben Rinaldi
Michael Ruben Rinaldi (©Getty Images)

Michael Ruben Rinaldi nel 2018 correrà nel campionato mondiale Superbike con Ducati. L’annuncio è stato dato in questi giorni da Aruba Racing. Il 22enne pilota italiano correrà con la struttura Junior Team, la stessa con cui ha vinto il campionato europeo Superstock 100 nel 2016.

Al momento è previsto che Rinaldi corra solamente i gran premi europei. Si tratta comunque di un’occasione importante per lui. Approdare nel Mondiale SBK è una tappa importante della sua carriera e sicuramente cercherà di sfruttare al meglio le sue chance. Ovviamente dovrà fare un po’ di esperienza, però il talento c’è e speriamo che si tolga delle soddisfazioni in questo 2018. Noi di Tuttomotoriweb.com lo abbiamo intervistato in esclusiva.

Tuttomotoriweb.com intervista Michael Ruben Rinaldi

Partiamo dal campionato europeo Superstock 1000 che hai vinto nel 2017. Che stagione è stata per te?

“E’ stata una stagione bellissima, coronata con la vittoria del titolo europeo. Questo era il nostro obiettivo. Questa stagione mi ha insegnato tanto. Siamo andati forte e abbiamo vinto delle gare. Ci sono stati anche momenti difficili e soprattutto da quelli abbiamo imparato tanto. Secondo me l’esperienza avuta quest’anno mi aiuterà anche in futuro. Continuerò la mia crescita con la stessa squadra e questo è un fattore molto positivo”.

In questi giorni l’annuncio del tuo approdo nel campionato mondiale Superbike. Che emozioni hai provato?

“Quando Ducati mi ha prospettato questa opportunità sono stato subito entusiasta, anche perché quando vinci il campionato Superstock 1000 è comunque difficile trovare una squadra che ti possa permettere di metterti in luce in SBK. Il team ha una grande considerazione di me. Sono giovane, vogliono tenermi con loro e ne sono felice. Spero di ripagare Ducati in pista con buoni risultati. Anche dopo il campionato mi sono allenato, perché la Superbike è molto difficile e con piloti molto forti. Dovrò farmi trovare pronto a livello fisico. L’esperienza la farò sul campo, però devo cercare di limitare il gap che c’è al momento. Dovrò imparare molto. Ringrazio Aruba e Ducati, siamo una bella famiglia”.

Ha avuto modo di provare la Panigale R nei test di Jerez. Che sensazioni hai avuto nel guidarla?

“La moto mi è piaciuta subito, però credevo che fosse un po’ più simile a quella che usavo nella Superstock. Il limite della moto è più alto, quindi fisicamente è più dura. Ho lavorato per essere più preparato. Dovrò cambiare il mio stile di guida, è una moto che ha bisogno di essere guidata diversamente da quanto facevo prima. Ci lavorerò soprattutto nei test, dove vedremo come sviluppare tutto. Come motore non c’è grande differenza rispetto alla moto che guidavo nel 2017, ci sono solo 20 cavalli in più. Più che altro come ciclistica e gomme il limite si alza, serve abituarsi. Il livello è più alto”.

Sei all’esordio in SBK e dunque dovrai soprattutto imparare e fare esperienza. Ma ti sei posto degli obiettivi  specifici per il 2018?

“Il mio obiettivo è dare il 100% ogni gara. Quando un pilota dà il massimo e lavora bene con la squadra, penso che poi i risultati arrivino. E sei a posto con te stesso quando sai di aver dato tutto. Ora come ora non ho una posizione da indicare come obiettivo, anche perché non conosco ancora il nostro potenziale dato che non ho disputato alcuna gara. Sarebbe una previsione sbagliata. So che daremo il 100%, non penso che saremo lontanissimi. La squadra mi conosce, inoltre facendo solo le gare europee non avrò pressioni a livello di classifica del campionato. Pertanto a volte potrò osare qualcosa di più. Credo che ci potremo togliere delle buonissime soddisfazioni, ma c’è comunque tanto lavoro da fare”.

In questi anni la Kawasaki ha dominato la Superbike con Rea e solo Ducati a volte l’ha impensierita. Che idea ti sei fatto del campionato? Sarà possibile togliere il trono al campione in carica?

“Jonathan sarà l’uomo da battere, così come Kawasaki dato che vincono da tre anni. Però Ducati ha fatto vedere di poter vincere delle gare. Secondo me Melandri e Davies potranno dire la loro per il campionato, anche se sarà difficile. Le altre marche stanno comunque venendo su. Soprattutto Yamaha, che è cresciuta molto nel 2017. Il campionato potrebbe essere un po’ più interessante e meno dominato da Rea, che resta l’uomo da battere. Per quanto mi riguarda punterò a dare il massimo nelle gare che farò”.

Che pensiero hai fatto sul progetto V4 della Ducati?

“E’ un’ottima cosa che abbiano fatto il V4. Anche perché ciò significa che Ducati punta molto alle derivate di serie. E’ una bellissima moto e penso che andrà molto bene. Credo ci saranno i presupposti per giocarsi il titolo, seppur sia ancora presto per dirlo. La moto è in fase di sviluppo, però è un buon progetto e potranno venire fuori buone cose”.

Nel 2018 sarai a contatto soprattutto con Melandri e Davies, piloti ufficiali Ducati nell’Aruba Racing Team. Cosa cercherai di imparare da loro?

“Sono piloti con moltissima esperienza, soprattutto Davies che da tanti anni fa la SBK. Entrambi sono forti. Potrò imparare molto da loro diverse cose. Non c’è un aspetto specifico a cui penso. Dovrò vedere di gara in gara, magari confrontando anche i loro dati. Di volta in volta il mio riferimento potrà cambiare. Magari su alcuni punti dovrò prendere da Marco e in altri da Chaz. Poi va detto che ogni pilota deve coltivare il suo stile, anche se bisogna sempre guardare a chi va più forte per migliorare”.

Hai avuto o hai un pilota specifico come idolo?

“Da quando sono piccolo ho sempre ammirato Valentino Rossi, ma diciamo che non ho mai avuto un vero idolo da idolatrare. Mi sono sempre piaciuti i piloti combattivi e ho apprezzato le belle gare con le battaglie. Nell’ultimo anno ho seguito molto Dovizioso, siamo diventati pure amici. Ho imparato dalle sue battaglie con Marquez”.

Scontato chiedertelo ed è anche presto per pensarci, visto che devi ancora fare della strada. Ma ovviamente il tuo grande sogno è la MotoGP.

“Sì, il sogno della MotoGP riguarda tutti i piloti. Sarebbe falso dire che non ci penso. Però per arrivarci ci sono ancora tanti scalini da fare, uno di questi è la Superbike. Devo fare un ottimo lavoro in SBK per poi ambire alla MotoGP. ”.

 

Matteo Bellan (@TeoBellan)