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Riccardo Meggiorini e Nicky Hayden (Getty Images)

MotoGP | ESCLUSIVA, Meggiorini: “Senza Hayden non seguo tanto la MotoGP”

Riccardo Meggiorini ha mosso i suoi primi passi nelle giovanili dell’Inter. Proprio con i nerazzurri ha fatto il suo esordio in Serie A, prima di partire in giro per l’Italia: Spezia, Pavia e poi Cittadella. Nel comune veneto l’attaccante spicca letteralmente il volo realizzando in 4 stagioni ben 44 reti in 116 presenze.

Arriva subito per lui la chiamata del Bari in Serie A, dopodiché Bologna, Novara, Torino e infine Chievo Verona, dove tuttora gioca. Riccardo Meggiorini oggi è uno dei beniamini del popolo gialloblu, quello che molti non sanno però è che l’attaccante veneto è un grande appassionato di motori ed in particolare era un grandissimo fan di Nicky Hayden, tanto che il suo numero di maglia è 69 proprio in suo onore.

Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e chiedergli della sua passione per la MotoGP e soprattutto della sua amicizia con Nicky Hayden, un pilota che ha lasciato un vuoto incolmabile all’interno del paddock.

Come nasce la tua passione per i motori?

La passione per i motori nasce da piccolino, da giovane, collezionavo dei modellini di moto e poi da quando ho cominciato a vedere la MotoGP in TV. Mi sono sempre piaciuti i motori, anche le macchine, insomma tutto il mondo motori.

Ci racconti come mai ti sei appassionato proprio a Nicky Hayden?

Guardando le gare di MotoGP lui mi piaceva tanto, ovviamente anche Valentino Rossi, ma lui mi piaceva di più. Mi piaceva il suo modo di guidare. All’epoca c’era meno elettrica e gli vedevi fare certe cose che magari adesso non vedi più fare. Lui era molto forte, poi da quando ha vinto il mondiale l’ho seguito ancora di più e l’ho conosciuto. Ogni anno sono sempre andato a trovarlo a Misano o al Mugello. Per 8 anni, tutti gli anni, sono andato al Mugello nel periodo di giugno, stavo sempre nel suo box, l’ho conosciuto bene, gli portavo sempre la mia maglia e anche lui mi ha regalato un po’ di cose.

Che impressione ti ha fatto? Ci lasci un tuo ricordo di lui?

Ricordo che un giorno che ero andato a vedere la gara come tutti gli anni nel suo motorhome, lui mi ha visto che ero fuori che aspettavo mentre lui parlava con i tecnici, è venuto a chiamarmi, sono entrato dentro il suo motorhome, ho aspettato che finisse la riunione per poi fare due chiacchiere e regalargli la maglia che gli portavo ogni anno.

Segui ancora la MotoGP? Per chi fai il tifo?

Un po’ meno, soprattutto da quando lui è andato in Superbike. Ora la guardo, ma non proprio tutte le gare, non sono più appassionato come prima. Con le macchine però resta comunque la mia passione insieme al ciclismo. Ovviamente faccio il tifo per gli italiani: Dovizioso sta crescendo, Valentino Rossi continua a stare con i grandi, il numero uno resta lui ovviamente, Valentino.

Quale sarà il tuo futuro?

Ho ancora un contratto di due anni con il Chievo, sto benissimo e vorrei concludere la mia carriera lì.

Il tuo compagno di reparto Inglese passerà al Napoli, pensi sia pronto per una piazza così importante?

Si, è già due anni che fa molto bene e va in doppia cifra. Ha tutti i mezzi per fare bene in una piazza come Napoli.

Cosa ne pensi delle polemiche tra Napoli e Juve per questo finale di stagione?

Non ne so tanto perché ho seguito giusto qualche dichiarazione. Fa parte del calcio, ci sono da sempre, quindi non mi stupisco.

Chi vincerà secondo te il campionato il prossimo anno?

Sempre la Juve ovviamente, è quella sempre più attrezzata.

Pensi che il Chievo potrà fare qualcosa in più nella prossima annata?

Io credo che il Chievo punterà sempre alla salvezza, poi se succederà qualcosa di più è tutto di guadagnato. Bisogna sempre pensare che nell’ultimo anno eravamo partiti benissimo, poi ci sembrava tutto rovinato e poi alla fine ce l’abbiamo fatta. Bisogna sempre pensare al primo obiettivo, poi quando lo hai raggiunto puoi pensare ad altro.

Quale è stata l’emozione più forte della tua carriera sin qui?

Mi son tolto parecchie soddisfazioni: il primo gol in Serie A, soprattutto il primo gol che ho fatto alla Juve, l’esordio in Serie A con l’Inter a 19 anni. Ho vissuto tante emozioni anche al Chievo in questi 4 anni vissuti alla grande, sono stato davvero bene.

Sei appassionato di ciclismo, c’è un corridore che ti piace particolarmente?

Sono talmente tanti che dirne uno è complicato. Il ciclismo mi piace dal 2009, quando ho venduto la moto da cross per comprarmi la bici. Il motocross era molto pericoloso per la mia carriera, per le mie gambe. Ho provato la bici, mi è piaciuta sin da subito e da lì mi sono poi appassionato.

Antonio Russo

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