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Graziano Rossi
Graziano Rossi (©Getty Images)

Graziano Rossi dopo la carriera nel Motomondiale ha sempre avuto un pallino per le quattro ruote, pallino che sembra aver trasmesso anche al figlio Valentino Rossi. L’ex rider, infatti, ancora oggi si diverte con il Team Daba Drift di Davide Bannò in tantissime manifestazioni. Proprio a marzo (dal 23 al 25), infatti, sarà impegnato nel 5° Rally Drift Show di Talacchio.

Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo intervistato per voi il papà di Valentino Rossi alla vigilia di questa intensa stagione di MotoGP per chiedergli sue impressioni sul futuro del Dottore.

Quando hai capito che Valentino poteva diventare un pilota?

Io, che poteva diventare un pilota, non mi sono mai illuso quando era piccolino. Lui ha cominciato a 9 anni a correre nei go kart e lì che ha cominciato ad essere un pilota. Quello è stato il primo anno di corse vere.

Sinora a tuo avviso qual è stato il suo avversario più ostico e perché?

Questa è una domanda un po’ difficile. Ha avuto tantissimi avversari, ha corso contro Max Biaggi, Gibernau, contro davvero tanti piloti, ma diciamo che forse questi due sono stati i più emblematici. Ha corso anche contro Colin Edwards.

Però a voler essere onesti, quando si trovava nelle categorie juniores, cioè le prime categorie che faceva, c’era un ragazzino si chiamava Tessari, che andava forte come lui ed erano molto amici. Può darsi che sia stato quello l’avversario più ostico. Era un ragazzino di Monza.

Qual è la differenza tra il motociclismo vissuto da te e quello di oggi?

La differenza è principalmente la struttura e tutto ciò che è intorno alla gara. Le corse in moto hanno di per sé sempre lo stesso carattere. I piloti sono sempre persone che cercano il limite. Trovare il limite con la moto, che sia 10 secondi più veloce o più lento a seconda dell’epoca non cambia di una virgola il discorso dei piloti e della gara.

Il Team Tech3 e Yamaha si sono separati, Valentino pensa di approfittarne per portare lo SKY VR46 in MotoGP con la squadra di Iwata?

Non me lo spiego, Zarco in queste prime prove è andato fortissimo. Come faranno a trovare una moto più competitiva? Comunque non credo che nei piani di Valentino ci sia ancora un team per la MotoGP. Loro ora lavorano in Moto2 e Moto3 e guarda non escludo che possa pensarci, anzi Valentino potrebbe pensarci effettivamente.

Quali impegni affronterai con il Team Daba Drift in questa stagione?

Abbiamo un programma bello ricco. Il primo appuntamento sarà a Talacchio, il 23, 24 e 25 marzo. Una bella manifestazione, importante, che si tiene a Pesaro, nella zona industriale che si chiama appunto Talacchio. Poi prendo parte anche a gare abbastanza importanti come il Rally di Monza, oppure il Rally Legend, oppure una gara a Imola.

Abbiamo 1 o 2 appuntamenti al mese da qui in avanti. Io mi diverto ancora molto ad andare in moto, ma ogni tanto cado, cerco di andare forte, allora esagero, cado e mi faccio malissimo quasi sempre. Bisognerebbe riuscire ad attaccare il casco al chiodo e non considerare più la moto.

L’auto è molto divertente e poi soprattutto non ci si fa male mai, almeno spero di continuare così, di non farmi male mai. Comunque ringrazio molto il Team Daba di Davide Bannò, che mi dà la possibilità di guidare le sue macchine Nissan. Sono vetture che vanno fortissimo. Loro mi danno l’opportunità di fare questo campionato che è davvero molto interessante.

Attualmente, nel Motomondiale, intravedi qualche pilota che possa raccogliere l’eredità di Vale?

Credo che Marquez sia un pilota destinato a proseguire i successi di Valentino, anche il compagno di squadra di Vale, Vinales. Lorenzo e Dovizioso, invece, credo abbiano già dimostrato il loro limite.

Senza ombra di dubbio però Franco Morbidelli è il pilota che può raccogliere l’eredità di Valentino anche perché è molto vicino a lui e sta già dimostrando di essere un pilota molto veloce. Anzi, direi di cancellare i nomi fatti prima, credo che sicuramente Morbidelli potrà essere il suo erede.

Hai guidato per anni con Suzuki, come ti spieghi questa involuzione nel dopo-Vinales?

Non mi sembra, è vero che Iannone sta attraversando un momento difficile, ma Rins nelle prove ha fatto registrare risultati molto buoni. La Suzuki non è messa così male. Con Rins sta raccogliendo dei risultati abbastanza importanti. Quest’anno potrebbero fare un salto in avanti.

Dalla Suzuki però bisogna aspettarsi sempre grandi prestazioni in qualsiasi momento. Loro sono molto bravi e molto competitivi come struttura e come possibilità economiche.

A proposito dello spagnolo, com’è il rapporto con Valentino?

I piloti che vanno forte tra di loro si detestano quantomeno, ora non diciamo che si odiano, ma quantomeno si detestano. Poi il compagno di team è sempre più detestato degli altri piloti, quindi fai conto che loro due sono nemici intimi.

Tu che l’hai vissuto dall’interno, ci racconti quel famoso finale di stagione del 2015?

Secondo me è stato un episodio molto triste. Non era mai successo che un pilota, in questo caso Marquez, si schierasse apertamente dalla parte di un altro pilota, ad aiutare Lorenzo in pista giocando abbastanza sporco contro l’avversario che era Valentino. Secondo me è stato un episodio molto molto triste, che ha lasciato comunque un grande amaro nella bocca di gran parte dei tifosi del Motomondiale, è stata una roba davvero brutta.

Quando pensi smetterà Valentino e cosa farà dopo?

Questa è una cosa che non ti so dire e sicuramente nemmeno lui sa cosa farà dopo. Potrebbero essere le gare in automobili di qualche tipo di campionato oppure potrebbe essere l’andare avanti con il Team VR46.

Come mai ancora non è arrivato il rinnovo con Yamaha?

Non lo so onestamente. Credo però senz’altro che in MotoGP resterà solo con Yamaha.

Cosa si prova ad essere il papà di Valentino?

È un meraviglioso gusto che dura oramai da 25 anni. Anzi agli anni di Motomondiale aggiungerei anche le puntate precedenti. Quindi diciamo che sono 30 anni di gusto meraviglioso che ti rende la vita molto più interessante e gioiosa. Secondo me è una cosa magica.

L’ultimo consiglio che gli ho dato, lui stava in mini-moto, aveva 9 anni. Io andai sulla linea di partenza una volta e gli consigliai di partire dalla prima fila sulla destra, invece, che sulla sinistra adesso non ricordo bene una cosa del genere, lui mi guardò e mi disse: “Babbo non ti preoccupare lascia fare a me”. Aveva 9 anni ed è stato l’ultimo consiglio che gli ho dato.

Antonio Russo