CONDIVIDI
Valentino Rossi e Marco Simoncelli (Getty Images)

MotoGP | ESCLUSIVA, Franco Bobbiese: “Simoncelli avrebbe oscurato Rossi entro 1 anno”

Le stagioni di F1 e MotoGP stanno entrando sempre più nel vivo. Nelle due ruote il titolo sembra un affare per il solo Marquez. Diverso, invece, il discorso per le monoposto dove è lotta serratissima tra Vettel e Hamilton. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di intervistare il noto giornalista Franco Bobbiese, ex Mediaset, conduttore di Paddock su La6 al quale abbiamo chiesto un parere su questa entusiasmante annata motoristica.

Come ti sei avvicinato a questo lavoro?

Mi sono avvicinato per caso. Dal 1989 vendo pubblicità sulle TV locali. Per aprire una fascia di mercato che non avevamo, quella delle automobili, chiesi all’editore per il quale lavoravo all’epoca che era Telenova se fosse stato possibile fare una trasmissione che parlasse di F1. Parlo del 2000 più o meno, all’inizio tantissimi no, tantissimi rifiuti, poi alla fine l’unico modo che uno ha per fare le cose è portare a casa dei soldi. Riuscì a trovare un cliente che credeva in questo progetto, abbiamo cominciato con Griglia di partenza, con Arturo Merzario, Paolo Bonaveri e Francesca Palladini. Abbiamo cominciato un po’ in sordina e poi abbiamo visto che c’erano dei movimenti interessanti di ascolti, sono arrivati altri sponsor e da lì è partita Griglia di partenza.

Ero molto appassionato però non avevo mai corso. Ad un certo punto poi ho conosciuto Gianni Giudici, un personaggio molto particolare, lui ha corso nel campionato DTM, in pratica ha gareggiato con tutte le auto del mondo. Lui mi disse che secondo lui dovevo passare dall’altra parte e condurre io. Abbiamo cominciato questa trasmissione sui motori con un taglio un po’ diverso, ci ho provato, ci ho creduto e siamo andati avanti.

Nel 2006 mi chiamò Giorgio Terruzzi per fare Fuori Giri a Mediaset e sono ancora qui, anche se piccolini, teniamo ancora duro.

La F1 e la MotoGP sono passate sulle pay TV, pensi che questo penalizzerà la fama di questi due sport?

La sta penalizzando, è sotto gli occhi di tutti, come sta penalizzando tutto il resto degli sport. Se da un lato questi canali hanno il pregio, in teoria, di dare più visibilità in realtà purtroppo diventa selettiva. Purtroppo nel nostro paese, ma anche negli altri come la Spagna è così, prima Rai e Mediaset facevano 9-10 milioni di telespettatori per le proprie gare, ora Sky per ripetere gli stessi numeri deve far vedere 7 Gran Premi.

Meglio i duelli Senna-Prost o questi tra Vettel e Hamilton?

Senna e Prost.

Pensi che Seb possa ricreare in Ferrari l’ambiente e il filotto vincente avuto con Schumi?

Assolutamente no. Se non vince quest’anno io lo cambierei. Credo che non bastino solo le caratteristiche del pilota, è un po’ un mix, conta anche l’ambiente. Quest’anno sarà dura.

Le vittorie “facili” di Alonso in giro per il mondo secondo te sminuiscono un po’ il livello del resto del motorsport nei confronti della F1?

Quest’anno la Toyota doveva vincere, è follia pensare che non avrebbero vinto. Capisco il concetto, il problema è che il motorsport, ormai, molto spesso è incomprensibile. Non posso prendere come metro di paragone la 24 Ore di Le Mans. Preferisco la 500 miglia di Indianapolis dell’anno scorso dove Alonso ha dimostrato davvero di essere un fenomeno, ma se il metro di giudizio deve essere la 24 Ore di Le Mans di quest’anno dico no, con tutto il rispetto che ho per la grande lezione che ha dato Alonso ai suoi avversari. Alonso è Alonso.

Cosa pensi della Formula E?

Non la sopporto, è una Formula che non fa rumore e va piano. Poi si sorpassano per carità, i piloti sono bravi sicuramente però alla fine sono macchine che io ancora non riesco a concepire. Io in questo momento ne farei sinceramente a meno, per me non esiste.

Cosa pensi accadrà l’anno prossimo in Honda tra Lorenzo e Marquez?

Io spero che Jorge riesca a dar fastidio a Marquez per lo spettacolo perché in questo momento al di là del casino che sta facendo la Michelin che non si capisce più nulla, perché non vediamo più gare ma piloti che devono gestire le gomme, però spero che Marquez riesca a trovare in Jorge un avversario alla sua altezza. Quest’anno Pedrosa ha fatto la scelta giusta perché Marquez sta correndo da solo. La Honda finalmente quest’anno gli ha fatto una moto che va bene, perché Marc ha vinto negli ultimi anni con delle moto che erano dei disastri rispetto agli avversari.

Adesso fa scalpore che la Yamaha va male, ma nessuno dice che negli ultimi 4 anni la Honda è stata un disastro. Lui va in un altro modo rispetto a tutti gli altri, probabilmente Jorge e lo ha detto lo stesso Marc è l’unico che sa andare come lui. A prescindere dal tifo credo che Jorge sia l’avversario giusto sulla stessa moto di Marquez.

Il pilota MotoGP più simpatico e quello più antipatico che hai conosciuto?

Il pilota più simpatico che ho conosciuto è Marco Simoncelli, che ricordo ancora con tutto l’affetto del mondo. Marco era uno che come lo vedevi era, era uno che se lo facevi incazzare ti mandava a quel paese, ma era uno veramente simpatico. Un ragazzo straordinariamente simpatico.

I più antipatici: prima di conoscerlo un po’ meglio Casey Stoner e dopo averlo conosciuto bene Valentino Rossi.

Cosa ha spinto un fuoriclasse come Stoner a lasciare al massimo della forma?

Più che secondo me io penso di sapere la verità. Casey mi ha detto espressamente che non ne poteva più di stare in un ambiente in cui lui vinceva e tutti parlavano solo di Valentino Rossi.

Io all’inizio non lo capivo per il suo carattere, avendolo imparato a conoscere ho capito le sue scelte. Io l’ho conosciuto nel 2006 a Valencia, nel giorno del test, io mi sono davvero arrabbiato, lui non era ancora Stoner, era ancora da Cecchinello, nessuno pensava che poteva diventare quello che è diventato e lui ebbe un atteggiamento davvero fastidioso. Io ero lì a lavorare, però io dopo ho capito che lui aveva questo atteggiamento abbastanza prevenuto nei confronti dei giornalisti italiani. Era uno abbastanza schivo. Dopo l’ho conosciuto e l’ho capito.

Sei d’accordo con la scelta di Pedrosa di rifiutare l’offerta di Yamaha? Cosa ne pensi?

Lì bisognerebbe capire cosa c’è sotto, le indicazioni parlano di pressioni abbastanza importanti da parte della VR. Il problema di Yamaha è stato quello di farsi sfuggire Zarco, Lorenzo e poi Pedrosa. Perché poi alla fine vuol dire che qualcosa c’è sotto, non saranno mica tutte e tre dei deficienti. Se c’erano le premesse almeno uno dei tre lo dovevi portare a casa.

Finire con Quartararo e Morbidelli, con tutto il rispetto che posso avere ti porti a casa due che non possono aiutare sullo sviluppo della moto.

Come ti spieghi la poca risonanza data ad un campione come Cairoli dai media italiani in relazione ad esempio a quanto fatto per Rossi?

Parlano i numeri, anche la Superbike è crollata. Ricordo qualche anno fa all’EICMA di Milano, c’era Tom Sykes che camminava lì vicino a me, qualcuno riconosceva più me di lui. Questo vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Tony ha un grandissimo seguito, ma solo tra quegli appassionati lì.

I numeri contano e qui torniamo al discorso della visibilità delle varie discipline. Mediaset ci ha provato, ma ormai era troppo tardi. Per le moto l’effetto è grazie a Valentino Rossi e questo nessuno glielo può togliere. Sarà solo peggio nel momento in cui Tony non riuscirà più a vincere per il motocross.

Marquez pensi che con il tempo potrà raccogliere l’eredità di Valentino Rossi mediaticamente?

Secondo me Valentino è un fenomeno irripetibile. Marquez qui da noi è troppo odiato. Piuttosto nell’ultimo anno di Simoncelli prima dell’incidente noi in trasmissione parlavamo per l’80% di lui e poi degli altri.

Secondo me Marco nell’arco di un anno avrebbe oscurato Valentino. Per noi era il futuro, è vero che poi Valentino si è ripreso dopo il biennio in Ducati, ma Marco era perfetto dal punto di vista della comunicazione ed era un gran bel personaggio, ma purtroppo è andata come sappiamo.

Quale è stata l’emozione più forte della tua carriera?

L’emozione più forte purtroppo devo ritornare a Marco a Sepang. Mi passarono la linea dicendo Marco non c’è più. Il Sic era morto e tu trovi lì e non sai che dire, mi viene il groppo in gola ancora adesso. Io non riesco a capire come ho fatto. Per me è stato un momento lancinante, c’è stato anche quello di Tomizawa.

Però a livello di intensità quello di Marco è stato sicuramente il momento più drammatico e purtroppo anche emozionante. Poi ricordo con grande piacere il momento in cui Terruzzi mi chiamò per andare a Mediaset che non ci credevo. Io non avevo nessun santo in paradiso, a differenza di tanti altri.

Ricordo che Terruzzi volle incontrarmi una mattina in un bar di Milano. Andai per educazione e rispetto. Ci siamo ritrovati di mattina in Vespa con un freddo allucinante. Giorgio mi chiese se mi piaceva la cosa e io gli dissi assolutamente si, ma non ci credevo. Non ci ho creduto finché non mi hanno chiamato per discutere le modalità e tutto il resto.

Ci fai un pronostico su chi vince il mondiale in MotoGP e F1?

In MotoGP chi non dice Marquez in questo momento è un pazzo, poi tutto può succedere. In F1, invece, io continuo a puntare su Hamilton, nonostante sia sempre deriso anche da Sky. A me piacerebbe vedere Hamilton sulla Ferrari per vedere i tifosi come cambierebbero opinione. Mi dà fastidio quando lo prendono in giro. Sicuramente è un personaggio particolare, io l’ho conosciuto, è un ragazzo molto intelligente. Quelli che vincono nelle discipline moderne non possono essere stupidi. Spero sia l’anno della Ferrari, ma vedo Hamilton.

Antonio Russo