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Fabio Di Giannantonio (Getty Images)

Fabio Di Giannantonio arriva da una buona stagione in Moto3 dove ha raccolto ben 5 podi. Il giovane pilota romano però nel 2018 viene da molti designato tra i rider papabili per il titolo mondiale. Noi di Tuttomotoriweb.com lo abbiamo intervistato per voi cercando di capire il suo futuro.

Com’è nata la tua passione per questo sport?

Diciamo che a casa le moto si vedevano tanto sin da quando ero piccolo. A papà piacevano tanto ed era veramente appassionato, quindi, diciamo che anno dopo anno, man mano che sono cresciuto sono un po’ stato messo sulla mini-moto diciamo così per forza, per gioco e poi piano piano è nata questa passione, che adesso è rimasta, insomma, mi piace un sacco. La moto è la moto.

Dopo la splendida stagione scorsa, il tuo obiettivo per il 2018 è il mondiale?

Non vorrei dire questo. L’anno scorso siamo partiti tutti molto carichi, poi i risultati sono stati leggermente al di sotto delle aspettative e quindi non mi piace mettermi in testa troppi grilli. Il mio obiettivo è solo quello di cercare di fare delle belle gare e poi tirare una riga alla fine.

Chi pensi lotterà per il titolo in Moto3?

Io credo che alla fine saranno i soliti nomi. Quelli che negli ultimi anni sono sempre stati competitivi come Martin, Bastianini, Canet, Ramirez e anche un po’ tutti gli altri italiani sono forti. Quindi saremo in tanti di sicuro.

C’è un pilota al quale ti ispiri particolarmente?

A me è sempre piaciuto tanto Troy Bayliss, cerco sempre di ispirarmi a lui perché è una gran persona, un gran pilota. Mi piace davvero tanto come si rapporta con le persone. Mi è sempre piaciuto.

Hai avuto l’occasione di conoscerlo?

Si ed è veramente un grandissimo. Ogni volta che l’ho visto sono rimasto sempre a bocca aperta. Proprio come persona è un grande.

Ti piacerebbe di più correre in Superbike o in MotoGP?

Quando ero piccolo sinceramente mi piaceva molto la Superbike, mi piaceva davvero tanto. Da piccolo volevo andare più in Superbike che in MotoGP. Però adesso si cresce no e la MotoGP è la categoria massima, il top del top del motociclismo, quindi uno ambisce prima ad arrivare in MotoGP, che poi magari in futuro in Superbike.

Maria Herrera non correrà in Moto3 quest’anno, cosa ne pensi delle donne nel Motomondiale?

Un po’ un peccato secondo me. Alla fine non è uno sport maschile, è uno sport misto possiamo dire. Sia donne che uomini possono fare la stessa categoria. Poi le donne vanno forte, anzi la Herrera mi è stata anche davanti qualche gara. Vanno forte, è un peccato secondo me.

Cosa ne pensi di questo continuo allargamento del calendario?

Questa è una cosa buona da una parte e un po’ meno buona da un’altra parte. Da un lato è una buona cosa perché ci sono più piste, più gare, più bello, però c’è un impegno più. Quest’anno ad esempio c’è la Thailandia, che per noi europei è un viaggio enorme. Un bel impegno. Se si arriverà come dicono a 20 Gran Premi sarà una cosa davvero molto tosta.

Dall’esterno come vedi la situazione del rinnovo di Valentino Rossi? Cosa pensi accadrà?

Io spero un po’ per tutto il motociclismo che lui alla fine rimanga. Tutti gli appassionati e tutte le manifestazioni che ci sono, sono soprattutto per lui. Lui è il più forte, il più grande di tutti i tempi. Un giorno, in futuro, con la sua assenza, tutto ciò si sentirà tanto nel mondo del motociclismo, quindi spero accada davvero il più tardi possibile.

C’è un ricordo particolare legato a lui?

Ho avuto il piacere di conoscerlo qualche anno fa e devo dire che è veramente un grande. Tu ci parli 5 minuti e sembra di conoscerlo da una vita. Lui è davvero alla mano per quello che l’ho conosciuto io, è davvero tranquillissimo. Poi ho sentito spesso parlare di lui nel paddock, anche il mio capo-tecnico spesso mi racconta alcuni aneddoti e mi ha detto che è sempre stato un grande, sia dentro che fuori la pista. Ne sapeva sempre una più del diavolo.

Ci spieghi il significato del tuo numero?

Il mio numero è dedicato a Troy Bayliss. Quando ero piccolino io guardavo tanto la Superbike, mi piaceva tanto questo australiano con il 21 e mi sono innamorato. Allora quando ho dovuto scegliere il numero ho subito chiesto il 21 per Bayliss.

Quale moto ti piacerebbe guidare un giorno in MotoGP?

Già arrivarci in MotoGP sarebbe un gran traguardo quindi a me va bene qualsiasi. Però se proprio dovessi scegliere una direi la Ducati. Sai un italiano su una moto italiana fa sempre il suo effetto. Guarda il Dovi, è una figata, è bello.

Ti responsabilizza guidare per un team che ha lanciato tanti giovani importanti come Simoncelli? Ci lasci un tuo pensiero personale su quest’ultimo?

Si, ma cerco più che altro di fare il mio. Io ho tante responsabilità come le ha la squadra. Quindi io sinceramente penso soltanto a darci gas.

Ci lasci un tuo pensiero personale sul Sic?

Io ho avuto l’opportunità di conoscerlo poco. L’ho conosciuto praticamente 1-2 mesi prima che succedesse quell’evento bruttissimo lì, ma io ho sempre fatto il tifo per lui. Lui mi piaceva tanto come era, era il più spontaneo. Lui era il più tranquillo nel paddock, era proprio nel suo mondo, sembrava sempre che stava giocando. Questo modo di affrontare le gare a me piaceva tanto. Ora che sono entrato in questo team ho avuto modo di conoscere tutti i suoi amici, tutto quanto. Era tutto bello.

Ci fai un pronostico? Chi vince il mondiale in MotoGP?

C’è Marquez che è in formissima, Vinales mi aspetto che sarà super-competitivo come l’anno scorso. Vale spero torni tosto tosto per cercare di vincerlo. Però io spero che il Dovi quest’anno ce la faccia, mi piacerebbe.

Antonio Russo

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