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Valentino Rossi (Getty Images)

La nuova stagione di MotoGP che si avvicina potrebbe essere una delle ultime di Valentino Rossi. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo contattato il noto giornalista Maurizio Bruscolini, collaboratore di: PaddockTV, Skeetgp.com, Gazzetta dello Sport e Corsedimoto.com, per chiedergli un suo personale parere sul Motomondiale che verrà dopo l’addio del Dottore.

Quale è la tua personale idea sul tormentato 2015 e la diatriba Rossi-Marquez?

Sono semplicemente scandalizzato. In quella situazione due paesi: l’Italia e la Spagna, invece, di prendere per le orecchie entrambi i piloti, che non si erano comportati in maniera sportiva, hanno preso “bandiera” perdendo il senso dello sport. Marquez aveva ostacolato chiaramente Valentino e quest’ultimo gli aveva dato un calcio.

In quell’occasione lo sportivo vero doveva criticare entrambi i piloti per condotta anti-sportiva. Io ricordo il motociclismo di Ago e Paso, loro se le davano di santa ragione, ma sempre sportivamente e poi andavano a bere una birra insieme. Valentino offese Marquez in conferenza stampa e Marc decise di mettersi di traverso.

Per me quell’episodio lì è un episodio tristissimo per il motociclismo e mi dispiace aver visto una Federazione inesistente. Credo sia veramente incredibile che non abbiano preso posizione. Dovevano squalificarli entrambi. Entrambi i piloti si sono comportati anti-sportivamente in pista e hanno dato uno spettacolo orrendo. Non voglio sapere chi aveva ragione e chi non.

Marquez a 24 anni ha già vinto 6 titoli. Secondo te batterà il record di Agostini?

Questo nel motociclismo è abbastanza difficile da dire. Sono tante le cose che incidono. Naturalmente ora Marquez è il futuro, è un grandissimo pilota, poi devo dire che a me piace molto il suo approccio, la sua disponibilità. Questo ragazzo ha vinto 6 mondiali ed è ancora lo stesso che ho conosciuto io che andava a chiedere a Valentino l’autografo.

Molti altri, escluso Lorenzo e Dovizioso, hanno perso questo senso, sono diventati dei in terra. A me Marquez mi affascina molto, come pilota, come uomo e come personaggio. Mi affascina molto, ma per motivi diversi anche Lorenzo.

Inoltre Lorenzo, Dovizioso e Valentino hanno tutti e 3 una cosa in comune che Marquez non ha. Hanno avuto tutti e 3 un’infanzia difficilissima. Per loro il motociclismo è diventato la ragione di vita e insieme a questi 3 qui lo stesso discorso vale anche per Max Biaggi.

Iannone, Dovizioso e Morbidelli, chi raccoglierà l’eredità mediatica in Italia dopo il ritiro di Rossi?

Spero che nessuno di questi raccolga la sua eredità. Spero che il motociclismo cambi e che tutti questi piloti diventino protagonisti, non uno solo. Se qualcuno dovesse raccogliere l’eredità di Rossi vorrebbe dire che il motociclismo non è cambiato e questo sarebbe un grande male per il motociclismo.

Il motociclismo deve ritornare sport, basta con il cinema. La stampa non ha più la schiena dritta, la stampa ha paura del pilota, perché se il pilota non ti dà l’intervista, l’inviato allora va a casa. Rossi quest’anno ha rilasciato solo tre interviste esclusive e i giornalisti si sono “accoltellati” tra di loro per averle. Oggi comanda l’ufficio stampa, non comandano più i giornalisti e questa è un’aberrazione.

Oggi la stampa si piega al volere del pilota che in teoria fa vendere i giornali, ma non è vero. A Valencia non c’era Rossi in lotta per il mondiale eppure l’autodromo era pieno. Hanno fatto una manifestazione che si chiama Monza Rally Show, ma quello non è un Rally, è un Rossi Show.

Ci fai un nome di un giovane della Moto2 o Moto3, che a tuo avviso diventerà un fuoriclasse?

Io ho una grande stima per Franco Morbidelli. Io lo conosco da quando aveva 12 anni. Io l’ho portato da Pramac e Pramac lo portò a correre con il team di Aspar. Franco dopo 2 stagioni ha vinto l’ultima gara, era il 2009 e sulla “Gazzetta dello Sport” gli feci un pezzo a 9 colonne con titolo: “C’è un baby campione nella terra di Valentino”.

Era Franco Morbidelli che aveva vinto la sua prima gara nel CEV dopo 2 stagioni. Chiaramente dopo lo notarono tutti. Quando Franco arrivò da Roma c’è stato un manipolo di appassionati tra cui io, Davide, che abbiamo aiutato la sua famiglia ad andare avanti.

Io acquistai una Punto usata alla sua mamma e loro, pagando un po’ al mese, mi ridiedero i soldi indietro sino all’ultimo centesimo. Alla mamma la macchina serviva per andare a lavorare. Io gli feci questa cortesia perché erano persone davvero squisite e stavano lavorando lei e il papà di Franco per far crescere questo ragazzo, che aveva dei grandi numeri.

Se gli daranno il tempo e se il motociclismo cambierà, Franco ha le qualità per diventare un numero uno. Ho buone speranze anche per Romano Fenati, che con il Team Snipers è cresciuto molto, perché lì ha trovato la sua vera grande famiglia.

Chi vincerà il titolo in MotoGP nel 2018?

No, non me la sento di fare una previsione. Ora è impossibile fare previsioni.

Antonio Russo