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Genesio Bevilacqua
Genesio Bevilacqua (foto Facebbok)

Genesio Bevilacqua è nel campionato mondiale Superbike con il team Althea Racing dal 2008 e fino ad oggi ha schierato moto Honda, Ducati, Aprilia e BMW. Sicuramente il periodo migliore è stato quello ducatista, nel quale è arrivato il titolo con l’esperto pilota Carlos Checa nel 2011. Si tratta dell’ultima affermazione iridata di una moto di Borgo Panigale, a secco di titoli da allora in SBK.

Nelle ultime due stagioni la struttura italiana si è schierata con moto BWM e anche nel 2018 farà altrettanto. Proprio oggi è stato ufficializzato l’ingaggio di Loris Baz, che dopo l’avventura triennale in MotoGP torna nel campionato mondiale delle derivate di serie per cercare con Althea Racing di conquistare risultati importanti. Noi di Tuttomotoriweb.com siamo andati a intervistare proprio Bevilacqua, proprietario del team.

Tuttomotoriweb intervista Genesio Bevilacqua (Althea Racing)

Il campionato WSBK 2107 è ormai andato in archivio. Qual è il bilancio del team dopo questa stagione?

“Personalmente non sono mai soddisfatto quando non si riescono a raggiungere obiettivi come podio e vittoria. Quest’anno purtroppo è mancato questo, anche se comunque abbiamo lottato con concorrenti come Kawasaki e Ducati che hanno mezzi superiori alla concorrenza. C’è una differenza tecnica, oltre che agonistica. Non sono molto contento, però mi rendo conto che è stato fatto ciò che era possibile con i mezzi che avevamo. Ovviamente si poteva fare qualcosa in più, visto il potenziale della moto”.

Cosa manca alla BMW per essere una moto costantemente da podio?

“Intanto mancava quello che si sta facendo in prospettiva col nuovo regolamento. Ducati e Kawasaki sono impegnate ufficialmente con le loro case, dunque hanno mezzi tecnici ed economici superiori alla concorrenza. Dorna se ne è resa conto, anche perché questa evoluzione dei mezzi non rientra neppure troppo nello spirito della Superbike. Certe cose possono farle solo case che hanno investimenti da fare, come Kawasaki che rinuncia alla MotoGP e investe nella SBK. Con il nuovo regolamento ci sarà una ridimensionata alla situazione attuale. Vedremo maggiormente i valori dei piloti”.

Su quali interventi si concentrerà il lavoro sulla moto in ottica 2018?

“Riteniamo che la nostra moto sia posto e che con il nuovo regolamento potremmo avere anche avere dei benefici. Per quanto riguarda i tagli dei giri del motore non saremo troppo penalizzati. Saremo in una fase più a nostro favore. Interventi sostanziali non sono previsti. Secondo noi la nostra BMW è competitiva nell’ambito di un regolamento più ridimensionato come quello che stanno facendo. Dorna è stata ricettiva e penso che faremo buoni risultati”.

Jordi Torres dopo due anni con il team Althea Racing va in MV Agusta. Come giudica la sua avventura con voi?

“Non c’è stato alcun divorzio, si è arrivati alla fine di un percorso fatto con un pilota. Non siamo stati scontenti di Jordi, che è un pilota veloce e ha dato il massimo. Per quello che noi vogliamo ottenere non è comunque sufficiente. Lui ha trovato nuovi stimoli in MV Agusta, che ritiene più adatta alle sue caratteristiche. Non ci sono stati diverbi o insoddisfazioni, ma solo la fine di un cammino durato due anni e abbiamo capito insieme che fosse meglio che ciascuno prendesse la propria strada. E’ un ottimo ragazzo, lo stimo come persona e come pilota”.

Raffaele De Rosa ha avuto più difficoltà di Torres. Che valutazione dà del pilota italiano?

“Io l’ho voluto fortemente, perché è un bravissimo ragazzo ed una figura idonea a qualsiasi tipo di squadra. Pensavo potesse fare un salto di qualità. Provenendo da una Superstock che ha vinto nel 2016, c’erano grandi aspettative ed eravamo tutti convinti che potesse fare meglio. Il problema è che ha avuto un adattamento lento rispetto a quelle che sono le nostre esigenze. Ci aspettavamo molto di più. Non lo critico, però nel mondo delle corse si deve consumare tutto in poco tempo. Noi per i nostri obiettivi dobbiamo guardare avanti”.

Per il 2018 è stato annunciato l’ingaggio di Loris Baz, proveniente dalla MotoGP. Come è maturata la decisione di puntare su di lui?

“Abbiamo avuto la possibilità di prendere Baz e ci abbiamo puntato. Lo conosco da tempo, ho visto la sua crescita. E’ un pilota validissimo, molto combattivo ed è ideale per le nostre aspettative. Penso di aver centrato l’obiettivo ingaggiando un pilota molto motivato che può darci una mano nello sviluppo. Ha fatto buone esperienze con Kawasaki e poi in MotoGP, dunque è maturo nonostante i soli 24 anni. Ci fa ben sperare di ottenere risultati di grandissimo livello. Correremo con un solo pilota? Non abbiamo ancora deciso, stiamo valutando. Vorremmo prendere un pilota di un livello simile a quello di Baz, però è difficile, oppure potremmo puntare su un ragazzo giovane a sorpresa su cui scommettere nei prossimi anni”.

Quali sono gli obiettivi per il 2018?

“Noi puntiamo alla vittoria, questo è sicuro. Vogliamo competere ad alti livelli. Confido molto nel nuovo regolamento, che renderà il campionato più equilibrato mettendoci in condizione di poter competere per le posizioni che contano maggiormente”.

Si è detto contento nuovo regolamento del campionato mondiale Superbike. Ma basterà per rilanciare la categoria?

“Sicuramente è un buon primo passo, però non è sufficiente. Spero che il prossimo step sia quello della centralina unica, come in MotoGP. Magari nel 2019 succederà questo, non è stato possibile farlo subito. Credo che avremo così una categoria più equa e competitiva”.

Lei cosa cambierebbe nel campionato WSBK per migliorarlo?

“Serve maggiore spettacolo, cosa che poi innescherebbe più attenzione mediatica e dunque maggiori investimenti degli sponsor, dato che il prodotto sarebbe più appetibile commercialmente. Ci si arriva con un regolamento adatto, che consenta di avere gare in cui più piloti all’ultima curva combattano per le prime posizioni come avviene in altri campionati, dove ci sono più piloti che possono vincere. Il format televisivo dovrebbe migliorare un po’. Quello attuale (Gara1 sabato e Gara2 domenica) non è il massimo, anche perché il pilota di Superbike è sempre stato considerato una sorta di Superman per il fatto di fare due gare molto ravvicinate nello stesso giorno. E’ stata tolta questa peculiarità alla SBK. Inoltre reintrodurrei la vecchia Superpole col giro secco, che consente pure ad ogni moto e ai suoi sponsor di avere visibilità, dato che poi in gara vengono inquadrati solo i primi. Comunque abbiamo un ottimo organizzatore come Dorna e sono fiducioso per il futuro. I team vengono coinvolti nei cambiamenti, io stesso sono stato interpellato e ho presentato le mie idee”.

Ha mai pensato di lasciare il campionato WSBK?

“L’ho pensato e l’ho detto più volte. Se non fosse cambiato il regolamento, non avrebbe avuto più senso. Probabilmente non avremmo lasciato del tutto, visto che comunque abbiamo una struttura con molte persone che lavorano e che avrebbero potuto continuare autonomamente. Ma io non avrei voluto venire alle gare, dato che avrebbero avuto un risultato preconfezionato e dunque contro lo spirito sportivo”.

Concludiamo parlando del 2011, anno in cui con moto Ducati vinceste il titolo con Checa piloti. che ricordi ha di quella stagione trionfale?

“Per me è stato un grande orgoglio. Ciò che preme ricordate è che abbiamo iniziato con delle moto super artigianali diciamo, finendo meglio del team ufficiale. Poi nel 2011 abbiamo preso da Ducati un’ottima moto, ma senza avere supporto di nessun genere dalla casa. Ducati aveva ingaggiato Valentino Rossi, abbandonando la Superbike. Ci tengo a sottolineare che la casa aveva lasciato la categoria e noi abbiamo investito portando la moto a vincere”.

 

Matteo Bellan