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Marco Barnabò Xavi Fores
Marco Barnabò e Xavi Fores (foto BarniRacingTeam.it)

Il Barni Racing Team è presente come squadra titolare nel campionato mondiale Superbike dal 2015 e sta conseguendo dei buoni risultati. Da team privato Ducati  ha chiuso in ben nove occasioni in top 5 nel corso della stagione 2017 con un pilota come Javier ‘Xavi’ Fores che è cresciuto molto.

Sicuramente è mancata la ciliegina del podio, raggiunto nel 2016 in Germania al Lausitzring e sfumato almeno due volte (Misano e Losail) nel 2017, però la struttura italiana può dirsi sicuramente soddisfatta del lavoro svolto. Noi di Tuttomotoriweb.com siamo andati a intervistare Marco Barnabò, team principal di Barni Racing, per affrontare diversi temi interessanti.

Tuttomotoriweb intervista Marco Barnabò (Barni Racing Team Ducati)

Partiamo dall’evento più recente, ovvero i giorni di test disputati la scorsa settimana a Jerez de la Frontera. Come sono andati?

“Il bilancio è buono, abbiamo fatto dei cambiamenti abbastanza grandi sulla moto e sono piaciuti tanto rispetto alla gara. Anche la pista di Jerez è un po’ traditrice, perché quando si gira in inverno c’è molto più grip e dunque i tempi non sono quelli che facciamo in gara. Però le sensazioni sulla moto sono piaciute a Fores. Un test sicuramente positivo. Abbiamo corso con le limitazioni di motore previste dal regolamento 2018, cosa che sicuramente non ci aiuta”.

Inevitabile domandare un suo pensiero sul nuovo regolamento SBK varato da Dorna. Migliorerà il campionato?

“Non credo che cambierà molto la situazione. Poi vedremo come evolveranno le cose. Da Dorna c’è disponibilità e volontà di fare in modo che il campionato risulti più competitivo. Che poi ciò avvenga è difficile dirlo ora, vedremo cosa succederà. Sicuramente devo riconoscere che cercano di aiutare i team privati. Una cosa che si poteva fare e poteva già essere migliorativa per mettere alla pari un team privato e un team ufficiale era cercare di contenere i costi. Ad esempio come fanno in MotoGP, dove limitano le gomme dei test e le giornate dei test. Kawasaki a Jerez ha fatto una settimana, noi tre giorni. Sicuramente limitare test e gomme sarebbe servito”.

Come migliorerebbe il campionato mondiale Superbike?

“Ad esempio avevo proposto di fare la giornata di test, solitamente prevista al lunedì post-gara, di giovedì e dunque prima della corsa in modo tale da dare a tutti i team di poter girare. Invece se la fai lunedì dopo la gara potranno girare solo coloro che hanno la possibilità di fermarsi. A Portimao nel 2018 il test sarà prima della gara. Centralina unica? Onestamente non mi sembra che abbia cambiato granché in MotoGP. Secondo me non c’è una cosa che risolva tutto. Non è facile trovare una soluzione unica che accontenti tutti. Quella della centralina può anche essere una strada utile, ma vedremo… La cosa fondamentale che in MotoGP ha aumentato lo spettacolo è stata l’imprevedibilità delle gomme, che fanno il 70% della gara. Sono le gomme a fare la differenza, esse possono avvantaggiare o svantaggiare determinate moto e piloti. Poi va detto che la Panigale tra le moto di serie è la più competitiva, ma in Superbike vediamo che a fare la differenza sono gli investimenti. Combattiamo con una Kawasaki che non fa la MotoGP e dunque ha maggiori risorse. La Ducati quando non faceva la MotoGP vinceva titoli. Se siamo un campionato di derivate di serie, dobbiamo fare in modo che chi ha fatto una buona moto di serie sia poi competitivo anche in SBK. Ora magari chi non ha una buona moto di serie può con grandi investimenti farla diventare forte”.

Facciamo un passo indietro al campionato 2017, andato piuttosto positivamente. Qual è il bilancio del team Barni?

“Sicuramente un bilancio positivo. Non guardo la classifica, perché ora il campionato è più difficile dato che ad esempio la Yamaha l’anno scorso è diventata più competitiva. Dunque stiamo lottando con delle realtà che stanno crescendo sempre di più. Arrivare dove siamo non è facile. Abbiamo perso 35-40 punti in due gare che eravamo davanti e siamo poi rimasti a piedi, una volta per lo scarico e l’altra per il sensore del cambio. Non si tratta di fortuna o sfortuna, si può evitare che succedano queste cose e dunque serve organizzarsi per questo. Sono contento del lavoro fatto dal pilota e dalla squadra. La crescita c’è stata di anno in anno, ora dobbiamo fare l’ultimo step per raccogliere tutto quello che abbiamo seminato”.

Quali obiettivi vi siete posti per il 2018?

“Sono convinto che con la nostra moto dobbiamo stare più vicini ai primi quattro, dunque le due Kawasaki e le altre due Ducati. Il problema è che l’anno prossimo è che a quelle si attaccheranno pure le Yamaha, che si giocheranno il podio e pertanto da quattro passi a sei con cui dover combattere. Non è semplice. Sicuramente è importante riuscire a lottare con loro. Poi un conto è arrivare sesto a pochi secondi dal podio e un altro è giungere a trenta secondi”.

Un giudizio su Xavi Fores, pilota che in questi anni è cresciuto moto e che il team Barni ha riconfermato.

“Io sono contento di lui e della crescita che ha fatto. Ciò che ci manca rispetto ai primi è che sicuramente lui ha meno esperienza di quelli davanti, che corrono in SBK da molti più anni a livelli alti e con moto molto competitive. Lui è stato bravo pur non avendo tanta esperienza. L’importante ora è ridurre questo gap a livello di esperienza sia del pilota che della squadra. Abbiamo deciso di riconfermare lui e di non partire da zero, sennò avremmo dovuto rifare tutto il percorso. Poi come team privato dobbiamo far quadrare i conti e non è facile trovare un pilota più forte di lui. Fores ha la capacità di andare sul podio, come fanno Melandri, Lowes e Van der Mark. Non ne ha di meno. Può avere qualcosa di meno rispetto ai primi due-tre, ma perché loro hanno fatto dieci anni di esperienza.”.

Quali sono le differenze tra la vostra Ducati Panigale e quella del team ufficiale Aruba?

“Loro sicuramente hanno sempre cose più fresche rispetto a noi, che invece abbiamo bisogno di fare più chilometri. C’è ovviamente anche un discorso di budget diversi. La loro moto di base non è più competitiva della nostra, perché bisogna dire che Ducati ci dà un sopporto importante. Non regala niente, ma le cose buone che funzionano le possiamo avere. Loro saranno sempre un passettino avanti ed è giusto così, però ci danno la possibilità di essere competitivi”.

Nel 2019 la Ducati porterà nel campionato mondiale Superbike la nuovissima V4. Cosa pensa di questo progetto innovativo?

“Nel corso del 2018 useremo il V4 sulla moto 1.100, che non è omologata per il campionato italiano e mondiale, per poterci portare avanti con il lavoro di sviluppo. Vedremo dove potremo farla correre per testarlo. Siamo contenti di questo passaggio. Avremo una moto quatto cilindri come tutti e dunque partiremo alla pari. Non ci sarà più la scusa della differenza di motorizzazione. Sono contento, ovviamente all’inizio sarà difficile però è importante avere qualcosa di nuovo su cui lavorare. Colmeremo il gap dalla Kawasaki? Sicuramente sarà uno step che aiuterà a ridurre il margine, poi ovviamente bisogna sempre valutare quanto investe ciascuna casa”.

Michele Pirro è un pilota che in questi anni ha vinto con Barni Racing titoli CIV Superbike ed è collaudatore Ducati per la MotoGP, dove corre come wildcard nelle gare italiane. Meriterebbe un’occasione da pilota titolare?

“Ha un contratto con Ducati per occuparsi dello sviluppo, dunque loro decidono cosa fargli fare. Capacità ne ha, però un conto è fargli fare poche gare su circuiti che conosce e un altro è fargli disputare una stagione intera. In Superbike potrebbe fare benissimo, però serve che faccia almeno un anno completo per poter tracciare un bilancio sul suo livello. E’ difficile capire il valore di un pilota se non fa più stagioni intere. Rea stesso ci ha messo anni prima di vincere il titolo”.

Che programmi avete per il 2018 come struttura Barni Racing Team? 

“Definiremo tutto nei prossimi giorni. Per adesso è certa solo la partecipazione al campionato mondiale Superbike. Per i discorsi del CIV e del V4 dobbiamo ancora decidere con chi farli. Decideremo entro Natale”.


Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)