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Tony Cairoli e Alberto Martinelli
Tony Cairoli e Alberto Martinelli

Intervista esclusiva ad Alberto Martinelli, manager di Tony Cairoli.

Alberto Martinelli è l’uomo ombra di Tony Cairoli, manager di origine bresciana cresciuto nel Motomondiale fino a quando nel 2009 ha avviato i primi contatti con lo staff del campione siciliano di Motocross. Insieme hanno vinto sei dei nove titoli iridati, portando l’Italia nell’olimpo delle ruote artigliate, un orgoglio per lo sport italiano da vantare in tutto il mondo. Dopo il titolo dell’anno scorso il sogno è il decimo sigillo, al pari di Valentino Rossi, con cui condividono un altro grande progetto ancora in cantiere. Alla viglia della gara in Russia abbiamo intervista il suo manager Alberto Martinelli.

Tony Cairoli, con il tuo aiuto, vuole portare avanti un progetto rivolto ai giovani piloti in stile VR46 Academy. A che punto è questo progetto?

Abbiamo iniziato a lavorare con un paio di giovani in italia, il primo è Gianluca Facchetti che fa l’EMX250, l’altro Emilio Scuteri che fa l’EMX125. Abbiamo valutato l’idea di fare un progetto Academy sul fac-simile di quello fatto da Valentino ma è troppo complicato, almeno fino a quando Tony corre. Per cui l’abbiamo congelato e messo nel cassetto, quindi lo rivaluteremo quando smette di correre, questa è la nostra idea, perchè entrambi siamo sommersi di lavoro e onestamente è un’operazione molto complessa. Il cross comporta logistiche diverse mentre Valentino li concentra da lui al Ranch, noi abbiamo bisogno di una struttura in Italia, una in Olanda, ci sono tantissime complicazioni. L’idea piace ma non siamo pronti in questo momento.

Come si svolge la preparazione di Cairoli?

Tony passa buona parte del tempo in Olanda, quando è in Italia si allena a Malagrotta, vive a Roma e si allena lì. Si allena mediamente tre volte a settimana, però dipende dai periodi, dal meteo e se ci sono due gare concatenate o un week-end libero tra una gara e l’altra. Se le gare sono molto vicine non può allenarsi quattro volte a settimana altrimenti arriva stanco alla gara. Quindi non c’è una tabella precisa degli allenamenti. Inoltre durante la preparazione invernale si allena in un modo, durante la stagione in un altro. La settimana tipo… se c’è una gara lunedì riposa, poi si allena il martedì e il mercoledì o giovedì va in moto. La sera di solito fa un po’ di palestra, corsa a piedi e bicicletta. Durante l’inverno fa più palestra per caricare un po’ più di forza e durante l’anno fa più mantenimento. Non ha un preparatore, si autogestisce, è sempre stato così.

Ci racconti una tua settimana-tipo?

La mia settimana tipo è a supporto di quello che facciamo insieme, vivo praticamente a telefono perchè mi chiamano in tantissimi, arrivano tantissime richieste dai nostri partner. Ad esempio Fiat Professional chiede se dopo il week-end di gara può fare una sessione di autografi e interviste, questo moltiplicalo per tutti i nostri partner. Poi arrivano richieste per la presenza di Tony a vari eventi, istituzionali o federali, più le richieste delle aziende. Io non  i occupo della fase di allenamento, ma di tutto il resto. Quando c’è la gara bisogna gestire l’ospitalità, la logistica in pista… Pianifichiamo l’attività social e abbiamo una collaboratrice che gestisce questa parte qui ma io mantengo una supervisione generale. Poi abbiamo le trattative di rinnovo con le aziende, i diritti di immagine, gli eventi dei nostri partner, ecc. Sono un po’ l’uomo ombra che fa da collante, gestisce, filtra e fa da cuscinetto tra lui e gli altri…

Quest’anno ogni errore può costare caro contro Jeffrey Herlings. Sarà la stagione più difficile per Tony?

Ogni stagione è difficile, perchè non c’è mai nulla di scontato. Jeffrey Herlings era nel mirino come avversario già da tempo, perchè c’è sempre stata rivalità in pista. Sicuramente è una stagione molto difficile per Tony, compete con un ragazzo super motivato, veloce e volenteroso di portargli via il trono. E’ una guerra in famiglia, usa la stessa moto, la stessa tecnologia e metodologia di KTM. Tony riesce ad andare più forte dell’anno scorso, hanno alzato l’asticella sia lui che Jeffrey. Inoltre credo che la differenza di età conta in termini di prestazione assoluta. Sono convinto che Tony finora non ha mai preso grossi rischi per batterlo a tutti i costi, perchè il campionato è lunghissimo e non può permettersi di prendere rischi eccessivi in questo momento. Credo che a metà stagione sarà in grado di poter fare delle gare al 120% e ci proverà se necessario. La voglia di vincere c’è, si impegna tantissimo e non lascia nulla al caso, è una bellissima battaglia e speriamo la vinca Tony. Se diventa una guerra di nervi potrà vincerla Tony, perchè bisognerà capire come si comporterà Jeffrey da metà stagione se sarà ancora davanti, reggere la pressione non è così facile, mentre Tony sa come fare, ha vinto nove titoli. E’ un grande avversario di tutto rispetto, si rispettano molto anche se in pista è guerra, sono molto attenti nel modo di porsi l’uno con l’altro quando fanno le conferenze stampa… è una bella sfida.

La Rai trasmetterà alcune gare del Mondiale in diretta per la prima volta. Fino ad oggi Cairoli ha avuto la giusta attenzione mediatica?

La mia visione personale non coincide con quella degli appassionati o di altri addetti ai lavori come me. Noi abbiamo deciso anni fa di investire sui social media negli anni non sospetti e oggi abbiamo oltre un milione e mezzo di follower. Questo perchè il motocross è uno sport di nicchia, difficilmente può avere una visibilità come la MotoGP, perchè il motocross non muove il business della MotoGP e della F1 e questo dà peso sul mercato. L’indotto di moto da strada con quello delle moto da cross non è confrontabile… L’altra grande grossa difficoltà è la strutturazione di un pomeriggio da cross: si comincia alle 13 e si finisce alle 18. Così non è vendibile a livello televisivo, può esserlo a livello streaming ma non lo è a livello televisivo. Un palinsesto che dura 4 o 5 ore non è gestibile, almeno in Italia. Alcuni Paesi fuori dall’Italia hanno la diretta, ma io ti dico che gestire una diretta di molte ore è troppo lungo, troppo dispendioso, tant’è che Dorna ha spezzettato la Superbike con una gara al sabato e una la domenica. Non è vero che Tony non è un personaggio importante a livello mediatico, l’abbiamo dimostrato andando da Fazio, con un ottimo rapporto con la ‘Gazzetta’… Io onestamente sono contento delle cose che abbiamo fatto, ci siamo tolti molte soddisfazioni. In Italia ci sono molte eccellenze sportive, come nella scherma, ma li scopriamo solo quando fanno gli europei o i mondiali e non hanno la visibilità che abbiamo noi.

Per chi fai il tifo in MotoGP?

Io vengo dalla MotoGP e conosco tutti ragazzi che oggi stanno correndo. Porto avanti la bandiera italiana, sono tifoso anch’io di valentino Rossi come tutti i tifosi italiani, ma sono tifoso di tutti gli altri piloti italiani, sia in MotoGP, che in Moto2 e Moto3. Quando la bandiera italiana sventola sul podio è un orgoglio per tutti noi. Con il lavoro che ha fatto Valentino bisogna dare atto che ha creato un vivaio che prima si era spento. E’ banale dire che tifo Valentino, ma io davvero tifo per tutti i piloti italiani e la mia non è una dichiarazione politica.

Luigi Ciamburro