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Andrea Dovizioso (©Getty Images)

La stagione 2018 per Ducati inizia con un titolo di vicecampione del mondo conquistato da Andrea Dovizioso e con l’enigma contratti. Si riparte da Sepang per trovare le giuste soluzioni alla Desmosedici (problemi di percorrenza in curva) affinchè riesca a ripetersi e a dare filo da torcere alle dirette avversarie.

I vertici di Borgo Panigale non possono che essere orgogliosi dei risultati conquistati nel 2017, con sei vittorie e due podi di Dovizioso e tre podi di Lorenzo. “Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Dobbiamo essere felici dei risultati e di cosa hanno fatto i nostri piloti. Alla fine, Dovi ha fatto un campionato fantastico mentre Jorge stava faticando un po’… Alla fine, la nostra linea attuale di quattro anni fa, quando Gigi [Dall’Igna] entrò in Ducati, è sempre in crescita”, ha dichiarato Davide Tardozzi a Crash.net. “Non abbiamo ancora la nuova moto e dobbiamo vedere cosa succederà a Sepang. Anche se a Sepang non siamo lì subito, abbiamo ancora nove giorni di test prima della prima gara. Ciò che è importante è la domenica in Qatar”.

L’exploit di Andrea Dovizioso non è solo dovuto a fattori tecnici. “Durante l’inverno ha trovato alcune persone che hanno parlato con lui in un modo diverso. Ha cambiato il suo atteggiamento mentale – ha spiegato Davide Tardozzi -. Dobbiamo dire che Dovi è sempre stato veloce. Non è mai stato un vincitore seriale, ma è sempre stato un ragazzo eccezionale. Ha fatto un ulteriore passo nel cervello e questo lo ha reso un vincitore… Alla fine, ciò che l’ha aiutato molto è stato il rapporto con il suo ingegnere capo Alberto Giribuola. Il suo atteggiamento ha convinto Dovi che può essere davvero presente in ogni gara e immagino che questa simbiosi abbia avuto un effetto positivo”.

Non è stato abbastanza per superare la Honda di Marc Marquez che si sono guadagnati anche i complimenti degli uomini Ducati. “Ci hanno battuto. Loro erano migliori di noi. Perché non farlo? Penso sia giusto. È una competizione. Non è una guerra. Quindi dobbiamo essere orgogliosi della nostra stagione, ma dobbiamo riconoscere che erano migliori. Per noi è assolutamente normale. Non è una cosa strana. Honda è stata buona. Honda ha un pilota fantastico – ha concluso il team manager -. Quindi vedremo l’anno prossimo”.

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