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Casey Stoner
Getty Images

MotoGP, Ducati-Stoner-Honda: Paolo Ciabatti svela i retroscena

Da quando è stato reso noto che il contratto tra Casey Stoner e Ducati non sarà rinnovato, si vocifera che l’australiano potrebbe tornare sulla Honda in veste di collaudatore. Il direttore sportivo di Ducati Corse Paolo Ciabatti rivela alcuni retroscena: “Bisogna chiedere alla Honda”.

Qualche mese fa il campione australiano è andato giù duro nelle esternazioni nei confronti della Ducati, spiegando come i suoi dati non venissero presi in considerazione. Questo il motivo che sarebbe alla base del suo addio. Alberto Puig, team manager HRC, non ha mai nascosto il suo apprezzamento per Casey e il desiderio di volerlo rivedere in sella ad una RC213V in veste di test driver. Al momento però solo voci che sembrano destinate a restare tali: “Bisogna chiedere alla Honda”, ha risposto Ciabatti a Speedweek.com. “Non posso commentare ciò che Casey o Honda decideranno. Se Casey è ancora disposto a guidare una MotoGP e ad aiutare con lo sviluppo… deve rimanere fisicamente in forma come adesso. Per guidare una MotoGP, anche se solo per due o tre giorni, devi allenarti molto perché queste moto sono così estreme. È una sua decisione, dall’anno prossimo può fare ciò che vuole”. (Per tutti gli aggiornamenti sulla MotoGP LEGGI QUI)

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Alla base della separazione tra Casey Stoner e Ducati potrebbero esserci anche motivi economici. “I costi sono sempre relativi al budget di un’azienda”, ha dichiarato Ciabatti. “E a beneficio di un collaudatore così talentuoso. Se hai un pilota che arriva a Sepang dopo sette mesi di pausa ed è uno dei primi cinque più veloci del primo giorno, allora non stiamo parlando di un pilota, ma di un talento eccezionale come lo è Casey. È anche estremamente sensibile. Nel suo tempo, come pilota da corsa, ha usato meno elettronica di chiunque altro, ha avuto la trazione e il controllo delle impennate nella mano destra. Sono in pochi coloro che possono darti feedback come Casey”.

Perché il contratto non è stato rinnovato dopo tre anni se Stoner fosse stato così prezioso per te? “Abbiamo deciso di non entrare nei dettagli”, afferma Ciabatti. “Per una serie di motivi, durante il nostro incontro di luglio, abbiamo pensato che le condizioni per un impegno continuo non fossero soddisfatte. Abbiamo raggiunto un livello molto competitivo con la nostra moto, tutti dicono che la GP18 è una delle migliori moto del paddock. Lo dobbiamo a molte persone, tra cui Gigi Dall’Igna e i suoi ingegneri. Ma per farlo, hai bisogno del feedback giusto e idee nuove. Avevamo Stoner, Pirro e i piloti ufficiali che ci hanno aiutato ad arrivare dove siamo ora. Questo non ha nulla a che fare con la magia, non può farlo una persona da sola”.

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