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photo Twitter @DucatiMotor

Il Gran Premio del Giappone ha regalato una splendida sfida tra Marc Marquez e Andrea Dovizioso. Quando il pilota Repsol Honda sembrava averla fatta franca anche stavolta, una staccata del forlivese gli ha strappato la vittoria a Motegi. Il sogno mondiale continua quando mancano appena tre GP.

Il forlivese ci ha creduto fino all’ultimo secondo, nonostante la partenza dalla terza fila. Ha mangiato posizione su posizione, come un autentico padrone della pioggia. Massima concentrazione e cavalli in fuori in staccata, giro dopo giro, fino all’ultima percentuale di grip, con le gomme stremate al traguardo. Andrea ha incorniciato forse la sua più bella vittoria in carriera. Se fosse stato un incontro di boxe sarebbe una vittoria all’ultimo round. Se un incontro di calcio un successo di misura al 91° minuto.

Mancano tre gare al finale del Motomondiale: Phillip Island, Sepang e Valencia. Tre circuiti favorevoli al leader Marquez, ma le condizioni meteo in Oriente possono ribaltare ogni risultato. Motegi docet. “E’ stato bellissimo, perchè fino a metà gara non mi sentivo di poter vincere, facevo fatica perchè c’era poco grip – ha detto il Dovi a Sky Sport -. Poi giro dopo giro vedevo che Danilo calava, Marc aveva dei punti forti ma anche punti deboli, ma non molla mai. Negli ultimi giri eravamo molto stanchi, era difficile per tutti e due… La mia unica chance era la staccata alla 11, sono riuscito ad attaccare alla curva 10 e alla 11 ho fatto una staccatona. Poi restavano le ultime due curve, ci ha provato, ma ho chiuso bene”.

Il limite era la gomma posteriore, il punto forte del Dovi la stabilità in frenata e il grip all’anteriore. Le gare si vincono anche in frenata, non solo in accelerazione. Adesso è d’obbligo credere nel titolo mondiale, ma bisogna mettere pressione a Marc Marquez. “Serve innanzitutto avere la sua velocità. Oggi avevamo la velocità e ce l’abbiamo fatta, ma per poterci giocare il campionato bisogna essere veloci in tutte e tre le restanti gare – ha sottolineato Andrea Dovizioso -. Questa è la grande difficoltà, non tanto il combattimento o la strategia in gara. E’ una questione di essere competitivi in base alle condizioni che troveremo… Se vinciamo facciamo qualcosa di straordinario, altrimenti abbiamo fatto comunque una buona stagione”.

Luigi Ciamburro