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Claudio Domenicali
©GettyImages

Ducati sta vivendo uno dei migliori periodi della sua storia sia sul mercato mondiale che nel motorsport. Nel 2017 ha raggiunto un nuovo record di vendite con la consegna di 55.871 esemplari in tutto il mondo e un profitto di 51 milioni di euro. Andrea Dovizioso detiene il titolo di vicecampione del mondo di MotoGP, Chaz Davies e Marco Melandri sembrano avere le carte in regola per insidiare il primato di Jonathan Rea.

L’amministratore delegato, Claudio Domenicali, conferma il periodo d’oro della Ducati in un’intervista a Marca. “E’ un buon momento per l’azienda, il lavoro di tutte le persone di Borgo Panigale e del resto del mondo sta dando i suoi frutti, è un marchio che ha molta passione, non solo con i suoi clienti, ma anche con le persone. È solo l’inizio, c’è stata solo una gara in MotoGP e due in Superbike, va tutto bene, ma c’è ancora molto lavoro da fare”.

Difficile nascondere un certo debole per il pilota forlivese che ha trainato lo sviluppo della Desmosedici e riesce a distillare il massimo in ogni gara: “Dovi è molto tecnico. Dopo sei anni conosce la sua moto, anche i punti di forza e di debolezza. Sa che la sua moto ha un sacco di accelerazione e di velocità. Questo ti dà un sacco di forza mentale, grande serenità. Quando si sente forte è più calmo. si sente molto bene con la sua moto, è molto difficile da battere perché è consapevole di ciò che si può fare e cosa no”, ha aggiunto Claudio Domenicali.

Difficile spiegare perchè non si sia trovato ancora un accordo per il rinnovo di contratto, idem per Jorge Lorenzo. Non è un mistero che l’ingaggio di Dovizioso subirà un netto incremento, mentre quello del maiorchino un forte ribasso, cercando di trovare un equilibrio che sappia equilibrare i piatti della bilancia. “La moto sta andando bene. Abbiamo diversi piloti che stanno ottenendo buoni risultati. Vogliamo vedere come andiamo nelle prossime gare, perché il nostro primo obiettivo sarebbe quello di continuare con Dovi e Jorge. Hanno fatto un buon lavoro e non vogliono lasciare a metà strada. D’altra parte, per continuare dobbiamo trovare una soluzione – ha concluso l’ad di Ducati -, vogliamo lasciare a Jorge un po’ di tempo per vedere se in qualche modo ha trovato il suo equilibrio”.