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Paolo Ciabatti
Paolo Ciabatti (©Getty Images)

Ducati avrà otto moto in pista anche nel campionato 2018 di MotoGP. Il direttore sportivo Paolo Ciabatti ha rivelato di aver trovato un accordo con il Team Aspar e di essere ai dettagli finali con Pramac Racing. Suzuki, KTM e Aprilia erano in cerca di una squadra satellite e fino all’ultimo non si potevano escludere colpi di scena. Ma la casa di Borgo Panigale ha rinnovato la line-up dei satelliti lasciando a bocca asciutta i tre avversari.

“Abbiamo già trovato l’accorso con Avintia”, ha detto Paolo Ciabatti a Crash.net a Jerez. “Abbiamo raggiunto un accordo con Aspar questo fine settimana. Con Pramac penso sia solo una questione di sederci e discutere delle condizioni. Ma stiamo già parlando con loro sui piloti per l’anno prossimo, per farci un’idea generale. Il prossimo anno avremo tre team satelliti, cosa che finora nessuno ha. Suzuki al momento ha detto molto chiaramente che al momento non stanno facendo così bene. Quindi penso che si concentreranno più sulla loro attuale moto”.

Gestire una squadra satellite richiede un’organizzazione capillare, lavoro e impegno, oltre ad un certo livello di competitività. “Non so cosa vuole fare Aprilia – ha aggiunto il direttore sportivo Ducati -, ma al momento credo che le nostre squadre siano abbastanza soddisfatti del materiale e del servizio che offriamo. Quindi il nostro piano è quello di rimanere insieme per il prossimo anno”.

Ma il team Aspar potrà aspettarsi una moto quasi all’altezza di quella ufficiale? Molto dipenderà dall’investimento sul pilota. “Tutte le squadre hanno alcune opzioni – ha chiarito Paolo Ciabatti -. Da un’opzione superiore ad un’opzione inferiore. Sta alla squadra, al tipo di piloti che vogliono scegliere. Così possono ottenere una GP17, ma bisogna vedere se sono in grado di ingaggiare i piloti che dovrebbero. Non per disprezzare, ma certi piloti sono rookies e potrebbe essere meglio trascorrere una stagione sulla moto 2015 che è ancora molto competitiva”.

Ma Ducati sa che difficilmente potrà mantenere a lungo otto piloti. “Prima o poi Suzuki, Aprilia e KTM saranno in grado di fornire materiale più competitivo. L’idea dei promotori, che capisco appieno, è avere quattro piloti per ogni marchio: sei marchi, quattro piloti ciascuno, 24 piloti sulla griglia sono perfetti”. Ma per il 2018 non sarà ancora possibile.