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Andrea Dovizioso e Marc Marquez (©Getty Images)

Inizia il conto alla rovescia per l’ultima tappa del Motomondiale, l’ultimo big match stagionale tra Marc Marquez e Andrea Dovizioso. A ragionare d’istinto e di passione c’è l’adrenalina di una sfida di altri tempi. Se invece prevale la ragione e l’aritmetica balzano subito alla mente quei 21 punti di gap incolmabili in un week-end e che tolgono un certo lustro allo show di Valencia.

Difficilmente il Ricardo Tormo ha saputo ribaltare i pronostici, ma gli annali riportano alla gloria quel 29 ottobre 2006. Doveva essere l’ottavo titolo iridato di Valentino Rossi, il sesto consecutivo. Il pilota Yamaha arrivava a Valencia con 9 punti di vantaggio su Nicky Hayden, ma al terzo giro cade in curva 2, riparte 20° e perde un Mondiale che sembrava già in bacheca.

Senza voler tornare troppo indietro nel tempo, alla vittoria di Wayne Rainey nel 1992, la memoria di tanti tifosi va al 2015, quando Jorge Lorenzo sorpassa un Valentino Rossi partito dall’ultima posizione dopo i fatti di Sepang. Una pagina di storia che tanti tifosi del Dottore non hanno mai perdonato agli spagnoli Lorenzo-Marquez, ma su cui sembra vano spendere altre parole.

Quest’anno a Valencia ci sarà tutt’altra atmosfera, con i due contendenti al titolo pronti a stringersi la mano o a complimentarsi in un abbraccio, come avvenuto nel parco chiuso di Motegi. Neppure la vittoria “oleata” del Dovi a Sepang è riuscita ad alterare l’equilibrio sportivo tra i due: “Se mi metto nei panni di Lorenzo, il tuo marchio sta lottando per il Mondiale, mentre tu non ti stai giocando nulla, quindi è normale”, ha commentato Marc Marquez dopo Sepang.

Il Mondiale 2017 è nelle sue mani, solo un suo errore può farlo scivolare in quelle del pilota Ducati. “Non credo che sarà nervoso, è abituato a certe situazioni: è tutto nelle sue mani, per perdere il titolo deve succedergli qualcosa di strano”, ha riepilogato il forlivese. Ma forse neanche la pioggia potrebbe bastare a ribaltare il risultato. Più che alla dea bendata Andrea Dovizioso dovrà affidarsi alla “provvida sventura” altrui…

L.C.