CONDIVIDI
Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso (©Getty Images)

La seconda giornata di test IRTA in Qatar offre ancora una volta una Ducati dal doppio volto. Andrea Dovizioso vola a 41 millesimi dalla vetta, Jorge Lorenzo arranca in apnea in 14esima piazza a quasi un secondo dal best lap.

Il forlivese ha messo a segno una mini-simulazione di gara a buon ritmo, dimostrando di non saper essere veloce solo sul giro secco. Il feeling con la GP18 sembra già maturo per poter ambire al titolo mondiale e nel day-2 solo l’ex collega Andrea Iannone riesce a fare meglio, al termine di una giornata iniziata all’insegna della pioggia ma poi rivelatasi clemente.

“La nostra velocità è davvero buona. Ho guidato il mio miglior tempo durante una lunga serie di dodici giri – ha detto Andrea Dovizioso ai giornalisti in sala stampa -. Sono molto contento perché sono riuscito a mantenere un buon passo che è stato difficile in passato. Su questa pista, la nostra moto ha sempre funzionato bene, probabilmente anche meglio quest’anno”.

Nessun problema di carattere tecnico anche se c’è ancora da lavorare per migliorare il setting della Desmosedici. Ma in termini di motore ed elettronica tutto procede a gonfie vele, ogni materiale sembra dare feedback positivi e anche quest’anno il Dovi potrebbe optare per una moto senza ali in quasi ogni circuito. “Venerdì abbiamo confrontato nuovamente il telaio. Sono felice del lavoro che abbiamo fatto. Non sappiamo ancora cosa useremo, ma entrambi funzionano abbastanza bene. Mi sento bene, abbiamo ancora tempo. Sono davvero felice. È il primo anno in cui saremo competitivi per il titolo fin dall’inizio“.

L’altra faccia della Ducati

Jorge Lorenzo rimanda al day-3 il time attack, ha usato solo una gomma posteriore morbida nel peggior momento della giornata, ma al venerdì ci sono ancora varie incognite da affrontare. Dopo il duro colpo subito al Buriram, il maiorchino non può permettersi di incassare un altro “malanno” invernale a meno di due settimane dall’inizio del Campionato del Mondo. Si è ritrovato a 0,976 secondi dal best lap di Iannone, in difficoltà in entrata di curva quando il grip si abbassa, indeciso sul telaio da omologare, inspiegabilmente in affanno quando calano le temperature e sale l’umidità.

Il mio ritmo non va bene tra le 19 e le 21. Questa è la verità. Gli altri driver sono molto più veloci. Non soffrono così tanto delle temperature più fresche e dell’umidità crescente. Ho grossi problemi con questo. La gara avrà luogo alle 19 in punto – ha ricordato Jorge Lorenzo -. Quindi dobbiamo trovare soluzioni a queste condizioni”. L’ex Yamaha ha tentato alcune comparazioni anche con la GP18 senza carena aerodinamica, ma non sembra l’opzione preferibile: “Offre aspetti positivi ed altri negativi, i tempi sul giro sono gli stessi con entrambe”.

Luigi Ciamburro