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Carmelo Ezpeleta e Vito Ippolito
Carmelo Ezpeleta e Vito Ippolito (©Getty Images)

La questione doping nel Motomondiale è stata lanciata qualche settimana fa da Cal Crutchlow che ha squarciato il velo di silenzio con un’affermazione brillata come fulmine a ciel sereno: “Chi pensa che qui non ci sia chi usa sostanze, che prenda scorciatoie, è un’illusione”.

Come in ogni sport si cercano scorciatoie per migliorare le prestazioni. I piloti vanno alla ricerca di perdita peso e di resistenza fisica e mentale per essere più veloci in pista. Quest’anno diversi i piloti che hanno investito sulla dieta per perdere chili e acquisire velocità: Danilo Petrucci, Aleix Espargarò, Scott Redding, Maverick Vinales, giusto per citare i piloti più rinomati. L’altro aspetto è la ricerca di resistenza fisica, soprattutto in gara, dove serve essere al limite dal primo all’ultimo giro, per 40-45 minuti. Celebre il caso di Noriyuki Haga che nel Mondiale SBK del 2000 fu trovato positivo all’efedrina, usata per perdere peso e come stimolante.

Nella conferenza stampa del giovedì in Argentina i piloti si sono detti tutti favorevoli a maggiori controlli antidoping. “Ho sempre pensato che il motociclismo non sia uno sport ad alto rischio doping – ha dichiarato Valentino Rossi – qualora dovessero fare più controlli a me andrebbe bene”. Danilo Petrucci si è detto sorpreso per la quasi assenza di controlli: “E’ una cosa strana avere così pochi controlli, penso sia necessario fare come negli altri sport dove ci sono continui test”. Gli fa eco il campione in carica Marc Marquez: “Siamo professionisti e chiediamo più controlli, non è possibile che ci siano due soli controlli all’anno, spero che cambi questo approccio, in modo che ci sia maggiore trasparenza”.

La risposta dei vertici del Motomondiale

La Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM) non poteva restare indifferente al richiamo dei piloti della MotoGP ed ha promesso più test per dimostrare che la MotoGP è esente da questa macchia di fango che ha sporcato molti altri sport. “Saranno ampliati, è una questione di investimenti, saranno eseguiti con laboratori autorizzati, hanno un costo ma lo faremo”, ha assicurato Vito Ippolito. “Il motociclismo è sostanzialmente pulito. Lo faremo non perché c’è un problema, perché è un dovere etico. Non abbiamo grandi problemi come gli altri sport, ma a volte possono succedere delle cose, il nostro sport deve presentarsi pulito.

I controlli riguarderanno le tre classi e già in Qatar si è tenuta una riunione per lanciare questa nuova campagna antidoping. Da anni è già in vigore il programma Adams, secondo cui ogni pilota deve segnalare ciò che fa e dove è in ogni momento, ma anche su questo Cal Crutchlow ha segnalato delle lacune: “Penso che chiunque debba sottoporsi ai test, ognuno dovrebbe loggarsi ed aggiornare sulla propria reperibilità nel sistema Adams. E sapete qual è il problema? E’ che sono tutti dei pigri e non vogliono la scocciatura di loggarsi. In realtà basterebbe loggarsi una volta al mese e dichiarare dove ci si troverà ogni giorno. Dopo, se per caso fai qualche cambiamento al tuo itinerario, basta loggarti di nuovo e modificarlo. E per favore, non ditemi che non hanno assistenti, manager o medici che possono farlo”.

Luigi Ciamburro

 

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