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Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Il comportamento funambolico di Marc Marquez non subirà ulteriori penalizzazioni. Le tre penalizzazioni in 40 minuti sono sufficienti, secondo la Direzione Gara, per punire i suoi errori sul circuito di Rio Hondo.

Il primo penalty arriva dopo lo spegnimento del motore a pochi secondi dal semaforo verde, un “ride through” che lo spinge a rientrare ai box per rientrare quasi in fondo al gruppo. Pochi giri dopo arriva la seconda penalità, il “drop one position” dopo la collisione con Aleix Espargaró. Infine una penalizzazione di 30 secondi per la manovra azzardata su Valentino Rossi che ha fatto riemergere gli spettri di Sepang 2015 e infervorato il popolo giallo che richiede una punizione esemplare. Ma nulla accadrà a questo proposito. Il direttore di gara Mike Webb ha chiarito che non ci saranno altre penalizzazioni per il campione spagnolo: “Una volta che un incidente è stato affrontato e una sentenza pronunciata, non possiamo imporre ulteriori sanzioni”.

La versione di Puig e Marquez

Alberto Puig, direttosi verso il box Yamaha con Marquez e Alzamora per chiedere scusa a Valentino al termine della gara, cerca di mettere una pezza al comportamento spropositato del Cabroncito: “Penso che sia stata una giornata davvero complicata per Marc. Da quanto ho capito non era sicuro di cosa stesse succedendo nel punto di partenza… E’ tornato alla sua posizione di partenza quando il motore è ripartito perché pensava che il funzionario l’avesse ordinato. Nessuno poi lo ha rimosso dal suo posto di partenza”.

In merito al contatto con Rossi al 21° dei 24 giri Alberto Puig cerca di ridimensionare l’accaduto con una spiegazione tecnica: “Sembra che la ruota anteriore di Marc si sia bloccata, ha dovuto rilasciare il freno e impostare la moto. Aveva un po’ di spazio e, se guardate la scena in TV, vedete che non era davvero al limite. Anche Valentino ha indossato una traiettoria verso l’esterno. Sfortunatamente Marc lo ha toccato a causa del problema con l’acqua. Vale poi è caduto sull’erba. Consideriamo questo come un incidente di cui ci dispiace molto. Ovviamente è stata una situazione difficile, ognuno ha la propria interpretazione dell’incidente con Rossi”, ha aggiunto il team manager della Repsol Honda. “Noi crediamo alle dichiarazioni del nostro pilota”.

Difficile capacitare il box Yamaha di quanto accaduto e Valentino Rossi non sembra per niente intenzionato ad accettare le scuse nè ora nè in futuro. “Marc subito dopo essere tornato ai box ha detto che voleva scusarsi e spiegare tutto. È stata una sua decisione andare verso la ‘scatola’ Yamaha. Ma ci hanno chiesto di andarcene. Posso capirlo – ha aggiunto Alberto Puig -. Se questo accade al tuo pilota sei arrabbiato. Ma ripeto: “È una corsa” Cosa possiamo fare? Volevamo scusarci. Questo non è stato accettato. Quindi non ha senso continuare a discuterne”.

Marc Marquez respinge la descrizione fattagli dal Dottore, di un pilota recidivo e senza nessun rispetto per gli avversari. Quanto accaduto è da imputare alle difficili condizioni dell’asfalto argentino e al cambio di traiettoria ‘coatto’ della sua RC213V. “Bisogna capire le condizioni della pista. La linea ideale era asciutta, ma ho preso un punto bagnato con la gomma anteriore, il freno anteriore si è bloccato, ho dovuto rilasciarlo, ho sterzato e poi l’ho visto schiantarsi, ho provato a scusarmi… Nella mia carriera, non ho mai guidato contro un pilota con il pensiero di farlo cadere… Quello che è successo a Valentino oggi è stato un errore e una conseguenza delle condizioni della pista… ma quello che dice sulla mia carriera è sbagliato”.

Luigi Ciamburro