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Danilo Petrucci Pramac Racing Ducati
Danilo Petrucci (©Getty Images)

Il quinto posto lascia un po’ di amarezza nel box Pramac di Danilo Petrucci, dopo le prove libere sempre al top e la prima fila in griglia di partenza. Penalizzato dalla scelta della gomma soft all’anteriore non ha trovato feeling in curva e in frenata e, a sette giri dal termine, il gruppo di testa l’ha staccato lasciandolo in lotta con Crutchlow, Pedrosa e Vinales.

La delusione per un quinto piazzamento è comunque una nota positiva, dimostra il potenziale della Desmosedici GP18 e le vere intenzioni di Petrux che, mai come quest’anno, ha voglia di fare bene per raggiungere il sogno di una Ducati ufficiale. “Il mio obiettivo era il podio, ma va bene perché ho 11 punti in più rispetto alla prima gara della passata stagione. Credo che potremo lottare per traguardi importanti, miro ad essere il miglior pilota indipendente in griglia. La lotta sarà con Cal e Zarco“.

Andrea Dovizioso e Marc Marquez hanno una marcia in più, ma il pilota umbro sa di potersela giocare alla pari con gli altri. “Pensavo ci fosse ancora uno spazio sul podio, ma non ho calcolato Rossi, lui è sempre lì”. Il connazionale nove volte iridato è una mina vagante che in base al circuito e al setting può esaltare quanto deludere. A Termas de Rio Hondo Danilo Petrucci sarà in pista per stare ancora una volta con i primi, stavolta cercando di restare incollato al vertice fino al traguardo e tentare di dare quel colpo di reni che potrebbe valere tanto. Pur se in passato il tracciato sudamericano non ha mai dato grandi soddisfazioni. “Ora vogliamo fare uno o due passi in più in Argentina, credo di poter essere molto più forte nella prossima gara”.

Tante le variabili da tenere in considerazione per il presente, due le variabili per il futuro di Petrux, che si gioca un posto nel team ufficiale per il 2019 in attesa di conoscere se Dovizioso e Lorenzo troveranno un accordo con i vertici di Borgo Panigale. Perchè più che dalla pista l’ascesa potrebbe arrivare dal tavolo delle trattative. Il forlivese batte cassa, a più riprese ha lanciato messaggi pubblici alla Ducati chiedendo un ingaggio adeguato, ritenendosi padre e primo pilota di una moto che adesso fa davvero paura agli avversari. A fronte di un Jorge Lorenzo che, pur forte di quattro titoli iridati in MotoGP, non può che ammettere una certa difficoltà in sella alla Desmosedici e accettare una sostanziosa riduzione dell’ingaggio. Ma il maiorchino fino a che punto sarà disposto a giocare al ribasso in termini monetari?

Luigi Ciamburro

 

 

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