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MotoGP (Getty Images)

MotoGP | Dal caso Dovizioso alla pista allagata, questa MotoGP è un disastro

Gara cancellata causa pioggia, sembra una barzelletta, eppure è così. Non sono bastati i tanti rinvii e i mille giri di pista in safety car per far partire un GP che avrebbe salvato la faccia a tanti. La sicurezza prima di tutto per carità, ma nell’era in cui abbiamo inventato auto che si parcheggiano da sole, pensare che nella massima espressione del motociclismo mondiale non si corra perché l’asfalto non drena l’acqua è divertente, anzi forse non lo è affatto.

C’è piuttosto da essere tristi perché ieri il Motomondiale ha vissuto una delle pagine più nere della sua storia moderna. Per carità una gara si può e si deve cancellare quando c’è in gioco la vita di quei supereroi, che sotto il casco in fondo in fondo sono pur sempre uomini, ma fa rabbia la gestione dell’intera questione.

Si perché ieri non c’è stato rispetto per nessuno. Non c’è stato rispetto per i piloti e non c’è stato rispetto per i tifosi che dalle 11 del mattino hanno atteso una gara già cancellata in partenza. Il problema è ormai noto: l’asfalto non drenava per niente l’acqua. Eppure si è deciso di provare e riprovare piuttosto che andare davanti alle telecamere e ammettere i propri errori.

Indagini su un disastro già scritto

Oggi si parla di indagini, di problemi inspiegabili, eppure a noi da qui sembra tutto così semplice. Stiamo parlando di Silverstone, un luogo dove piove un giorno si e l’altro pure, quindi non ci venissero a raccontare che in questi mesi non se ne sono mai accorti che bastavano due gocce di pioggia per far allagare mezza pista.

Ieri la frittata era già fatta, ma si è deciso di fare anche peggio. La questione Dovizioso è strana e fastidiosa e getta ombre e veleni su una MotoGP che proprio ieri non ne aveva bisogno. Si parla di riunione tra piloti, mentre dall’altro lato il buon Andrea racconta di non aver parlato con nessuno. Tardozzi è infuriato per non essere stato interpellato nell’ultima riunione dell’Irta. Arriva quindi un’altra macchia sul vestito bianco del Motomondiale.

La Ducati, parliamoci chiaramente, voleva correre, aveva due moto davanti e la consapevolezza di poter fare bottino pieno su questa pista, magari recuperando un bel po’ di punti su Marc Marquez, che qui era apparso un po’ più in difficoltà. Naturalmente anche per gli uomini di Borgo Panigale era importante la sicurezza, ma a differenza di tutti gli altri, i ragazzi della Rossa avevano la ferma volontà di provarci sino alla fine.

Insomma, se c’era un modo per ingarbugliare ancora di più una situazione già intricata il Motomondiale l’ha trovato. La gestione anche di questa situazione è stata sicuramente infelice. Bastava chiamare i 20 piloti e farli votare sulla decisione da prendere per spazzare via tutte le polemiche, invece, anche in questo caso si è deciso in maniera frettolosa di ascoltare solo il parere di alcuni a discapito di altri.

Giornata da dimenticare quindi, la speranza è che questa MotoGP cominci ad imparare dai propri errori. Un altro weekend come quello di Silverstone non può e non deve mai più ripetersi.

Antonio Russo