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Cal Crutchlow
Cal Crutchlow (©Getty Images)

Lunga intervista del sito ufficiale della MotoGP a Carl Crutchlow, leader della classifica

In mezzo alle polemiche per il sorpasso di Marquez a Rossi, pochi si sono accorti della storica vittoria di Cal Crutchlow nel Gran Premio d’Argentina. Il pilota inglese ha raggiunto la leadership della classifica generale a circa quaranta anni dall’ultima volta che un suo connazionale ci era riuscita. Era il 1979 e Barry Sheene toccò la vetta della 500cc dopo aver vinto l’iride nel 1977. Straordinaria la gara di Crutchlow in grado di gestire a dovere la pista scivolosa e sferrare l’attacco decisivo nel momento giusto. Questo il suo commento al sito ufficiale della MotoGp: “È stato fantastico. I mie precedenti successi, a Brno e a Phillip Island nel 2016, sono arrivati a metà e alla fine del campionato. Salire sul gradino più alto del podio cosi presto è importante. Per vincere il titolo adesso si deve raccogliere il successo in sei o più gare, io proverò ad andare costantemente al podio”. Il pilota della Honda ha commentato anche la sua esultanza in occasione della vittoria. Crutchlow aveva urlato “non dubitate di me”. Ecco i motivi: “A fine gara si è carichi di adrenalina e si dicono cose senza ragionarci troppo. Ogni pilota è sottoposto a molta pressione durante la sua carriera, in molti credono in te ma molti altri dubitano, forse ho pensato a queste persone”. Crutchlow è orgoglioso di essere il primo pilota inglese dopo Barry Sheene a guidare il campionato del mondo: “Mi fa essere molto orgoglioso. Penso che sto facendo un buon lavoro al di là di quello che dicono i libri e la storia. Ma certo, per conquistare i suoi numeri ho moltissimo lavoro da fare. La Honda è una grande marca e penso anche che il mio team abbia strameritato questo successo. Lucio (Cecchinello, ndr) è con Honda da tanto tempo e credo che per lui sia stata una altissima soddisfazione. Non so se sarò ancora un pilota quando vinceremo la gara numero 1000! Peccato”.

Crutchlow, il migliore avvio in MotoGp

Crutchlow ha conquistato finora un quarto posto in Qatar e la vittoria in Argentina, il migliore avvio in MotoGp: “Se devo essere sincero non so perché a Losail ho sempre fatto fatica. La pista argentina mi piace molto e di certo la gara non è stata facile. In questa stagione la moto va meglio, come velocità ed accelerazione. HRC ha fatto un grande lavoro per migliorare il motore. Quest’anno credo siamo sui binari giusti. Non abbiamo cambiato molto la nuova RC213V ma abbiamo più potenza e l’obiettivo adesso è gestirla”. Possibile la vittoria del titolo da parte di un corridore non di fabbrica?  L’inglese analizza la situazione: “Questa è una domanda difficile, ma se non ci credessi sarebbe inutile entrare in pista. È una missione veramente ostica visto che le squadre di fabbrica hanno tantissime risorse in più. Ci vorranno altri fattori. Io sono un pilota che ha un contratto diretto con HRC e ho un grande supporto da parte di Honda, ma la differenza è comunque molta. Un esempio, un team indipendente ha circa 30 dipendenti, uno ufficiale 90; a livello di risorse sul campo è così. Vediamo quando, tornati in Europa, i team di fabbrica potranno beneficiare di nuove parti. Lì il divario potrà allargarsi. Quello che so è che Dorna ha fatto comunque un lavoro eccezionale per pareggiare il livello tra ufficiali e non”

Per il titolo ci sono dieci piloti

Infine un commento alla lotta per il campionato e il piccolo aneddoto che lo vede trionfare sempre in assenza della moglie Lucy: “La lotta per il campionato sarà sicuramente incerta e spettacolare fino alla fine. Credo che il titolo possano giocarselo in 10. Penso che farò venire ancora mia moglie (sorride). Solitamente vado meglio quando Lucy è con me. Prima della partenza non ero soddisfatto del mio GP ma quando ci siamo sentiti lei mi ha rassicurato. Alla fine, nella fase più difficile della gara, ho ripensato alle sue parole e non ho commesso errori. Ha sempre una bellissima influenza sulle mie prestazioni”.

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