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Carl Fogarty
Carl Fogarty (©Getty Images)

Carl Fogarty è un leggenda del campionato mondiale Superbike. E’ il pilota che detiene più titoli, quattro, tutti vinti con Ducati. Nel 2018 Jonathan Rea, che ne ha vinti tre di fila, può raggiungerlo.

Sicuramente ‘Foggy’ è stato anche un personaggio all’interno della SBK. Oggi i buoni piloti ci sono, ma nessuno è una star. Manca interesse mediatico verso questa categoria. Un po’ la colpa è dei media stessi e un po’ anche di Dorna. Si potrebbe fare di più per valorizzare questo prodotto, che meriterebbe più attenzione.

SBK-MotoGP, arrivano le critiche di Carl Fogarty

Carl Fogarty in un suo intervento ripreso da Speedweek ha criticato sia l’ambiente della Superbike che quello della MotoGP. Queste le sue parole per quanto riguarda la SBK: “Quando correvo, i grandi personaggi si scontravano: Kocinski, Edwards, tutti avevano una bocca grande, a nessuno piaceva l’altro, era interessante. Ora ognuno è il migliore amico dell’altro, vanno a correre insieme. Ai miei tempi c’era un inglese, io. E c’era un grande americano – Edwards. Entrambi abbiamo avuto una grane bocca e abbiamo ispirato i fan. Abbiamo avuto uno scambio verbale, come nel pugilato, dopo il quale abbiamo combattuto in pista. Questo manca, oggi tutti sono politicamente corretti”.

Il quattro volte campione del mondo SBK vorrebbe un paddock più vivace. Secondo lui i piloti dovrebbero dire maggiormente ciò che pensano. A suo avviso sono tutti politicamente corretti e senza scontri non c’è interesse. Qualche rivalità in più, anche verbale, potrebbe rendere più pepata la competizione.

Fogarty ne ha anche per la MotoGP: “Anche in MotoGP le cose erano diverse. C’erano Schwantz, Rainey, Doohan, Gardner, erano dei tipi cattivi. Oggi è diverso, dato che Rossi è simpatico. Se i compagni di squadra combattono, va sempre bene. Ci vuole rivalità. Mi piace quando i compagni di squadra non sono i migliori amici. Guarda Rossi e Lorenzo, non erano amici. Gli spettatori lo adorano quando i piloti si incitano l’un l’altro. Ma oggi non è più permesso essere un personaggio a causa di tutti i media e gli sponsor. Ti dicono quello che hai da dire e devi sempre dire grazie. Se ho perso una gara prima a causa della gomma posteriore, dico che la gomma Michelin era una merda. Oggi non funziona più, molto è cambiato. Per il meglio? Non sono sicuro”.

L’ex pilota esprime molto chiaramente il suo concetto. Sia per la SBK che per la MotoGP ha praticamente le stesse idee. Vorrebbe rivalità più accese. Il clima, invece, è tutto sommato tranquillo. Il che non è per forza negativo. Infatti, l’importante è che la battaglia ci sia in pista. Liti verbali e scaramucce varie interessano relativamente. Lo spettacolo deve esserci in pista. Il fatto che poi nel paddock i rider si rispettino non è negativo. Fa parte dello spirito sportivo. Anche se è vero che magari a volte qualcuno dice qualcosa, ma vorrebbe dire altro.