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Valentino Rossi a Sepang (©Getty Images)

L’abolizione delle alette esterne ha scatenato una corsa alle alette interne prima e alle carene aerodinamiche poi. Dal test di Valencia dell’anno scorso al primo test invernale a Sepang quasi tutti i team hanno sfoggiato un “Aero Package” ai limiti del regolamento che dovrà superare la prova di omologazione entro il venerdì del GP di Losail a metà marzo.

Nel 2018 ogni team, KTM compresa, potrà omologare due carene. A decretarne la validità regolamentare sarà il direttore tecnico Danny Aldridge “. La carenatura è una parte molto importante della moto, è importante capire dove si trova il limite e cosa è permesso”, afferma Aldrige a MotoGP.com. “Per noi, il punto chiave è la sicurezza del conducente e, allo stesso tempo, dobbiamo consentire ai produttori di svilupparsi, e penso che sia un buon argomento per tutti nel paddock”.

Dorna studia un regolamento preciso per il 2019

La sicurezza è la priorità per la Dorna, quindi l’attenzione è puntata su angoli e spigoli. “Il pannello può essere largo fino a 600 millimetri. Ma non devono assumere la forma di ali. Questo problema è attualmente in fase di accesi dibattiti”. Il pacchetto Yamaha presentato a Valencia non era omologabile, quello mostrato a Sepang sì.

In vista del 2019 la Dorna sta pensando ad un regolamento più chiaro con dei parametri ben precisi. “Vogliamo impostare la dimensione massima, la larghezza e l’altezza massime e così via – ha ammesso Aldridge a Speedweek.com -. Per il 2019 abbiamo proposto alcune dimensioni entro le quali le opere devono muoversi. Ci saranno restrizioni molto più forti”.

Fatto sta che Marc Marquez è diventato campione del mondo senza orpelli aerodinamici, Andrea Dovizioso si è conquistato il titolo di vicecampione senza, mentre Jorge Lorenzo ha preferito fare affidamento sulla Demosedici alata. “I pacchetti Aero non si rivelano utili su ogni circuito – ha concluso il direttore tecnico della MotoGP -. Pertanto, vengono impiegati solo su alcuni tracciati. Per il 2019 metteremo l’argomento all’ordine del giorno”.