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Il Chang International Circuit si sta rivelando meno noioso del previsto in questi primi giorni di test MotoGP invernali. Un “forno a microonde” che già al mattino segna 27°C e nelle ore di punta tocca quota 40° (temperatura dell’asfalto intorno ai 60°), mettendo sotto stress gomme e impianti frenanti oltre che il fisico dei piloti. Ad ottobre, quando è in programma il Gran Premio, si prevede un clima leggermente più fresco ma con maggiori possibilità di pioggia.

Le temperature ‘hot’

Gli atleti usano tutti i tipi di trucchi per mantenersi in forma e svegli, in modo da non stancarsi o prendere troppo sole. Cercano l’ombra, usano asciugamani bagnati intorno al collo: “Fa molto caldo in Thailandia, cerco di non bere per almeno 40 minuti, quanto dura la gara – ha spiegato Johann Zarco -. Non voglio essere distratto da qualcosa in bocca. Voglio concentrarmi sul mio lavoro e non pensare che dovrei bere qualcosa… Il segreto è essere veloci senza spingere, non la piscina fredda”.

Danilo Petrucci, che nel day-1 ha eseguito una simulazione di gara, ha utilizzato un sistema di idratazione Camelbak: “Se facciamo una simulazione oltre i due terzi della distanza di gara, allora lo utilizzo… In realtà, non ho bisogno di Camelbak, ho bisogno di un intero cammello. Ma sono preparato: mi sono allenato sulla bici da spinning quasi ogni giorno nella sauna”.

Questione sicurezza

Il circuito thailandese ha una lunghezza di 4.6 km, contraddistinto da tre lunghi rettilinei, il più lungo misura precisamente 1 km, la larghezza è di 12 metri, meno di altri tracciati con 14 e 16 metri. Disegnato dall’architetto tedesco Herman Tilke, può ospitare 100.000 visitatori, tutti con una buona visione di quanto accade in pista. Diverse le cadute registrate nelle prime uscite della MotoGP, la maggior parte delle quali in curva 12, dove una sporgenza nel bel mezzo della curva causa la perdita dell’anteriore.

Dopo la prima giornata di test IRTA la Commissione di sicurezza si è riunita per stabilire eventuali modifiche da apportare in vista del Gran Premio. Diversi piloti hanno chiesto di migliorare l’entrata e l’uscita della pit-lane, il più critico è stato Jorge Lorenzo. “Nella penultima curva, i muri sono troppo vicini, questo è l’angolo più veloce. Ma abbiamo anche parlato della prima e dell’ultima curva. Riguardava l’entrata e l’uscita della pit lane. Nell’ultima curva, sarebbe più saggio girare a destra nella corsia dei box e non guidare lungo la curva come adesso. Vedo due problemi: l’ingresso è sulla linea ideale. E se un ciclista dovesse schiantarsi nell’ultima curva, può sparare addosso a un altro che si sta dirigendo verso la corsia dei box. Preferirei una soluzione per l’ingresso ai box come a Sepang, dove si frena e si gira, ma non si guida sulla linea ideale L’ultima curva può essere fatta meglio”.

Valentino Rossi, che in passato aveva ritenuto la pista di Buriram alquanto noiosa, si è in parte ricreduto dopo il primo giorno di prove. Sulla questione sicurezza è però d’accordo solo in parte con l’ex compagno Yamaha Jorge Lorenzo: “Non la vedo in questo modo. Penso che la pista sia abbastanza sicura, ma ci sono sempre margini di miglioramento”.

Dorna utilizzerà l’ultimo giorno di test per trovare alcune soluzioni in termini di sicurezza. Mike Webb, Race Director MotoGP, ha anticipato degli esperimenti in entrata e uscita dei box in modo da veicolare meglio l’uscita dai box e consentire ai piloti una migliore visuale. “Lo stesso può accadere all’ingresso dei box, ma siamo un po’ limitati con lo spazio. Abbiamo alcune cose da provare e questo è il bello di un test, poi parleremo con i piloti in Qatar e chiederemo la loro opinione rispetto all’uscita tradizionale”.

Luigi Ciamburro